Euro verso $1,28?

18 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Ci risiamo. Quando si comincia a parlare di potenziale ripresa economica durante la seconda parte dell’anno, così come comunicatoci dalla maggior parte dei vertici europei, Draghi in testa a tutti, un nuovo focolaio di crisi scoppia e va ad aumentare l’incertezza sul futuro dell’eurozona.

Si tratta questa volta di Cipro, la piccola Isola che insieme a Malta era stata inserita nei Paesi in watchlist in un’intervista che ci fece il Sole 24 Ore un paio di settimane fa.

Ebbene, dall’Europa arriva un prestito da 10 miliardi di euro, a causa del sistema bancario che presenta un settore creditizio definito “ipertrofico” dal neo presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem(e questo è molto significativo). Il prestito diviene possibile grazie ad alcuni interventi dittatoriali da parte di governo e banca centrale, che hanno disposto il congelamento dei conti correnti privati e societari dei cittadini e di chiunque abbia del denaro depositato presso le banche cipriote e che hanno deciso di applicare una tassa straordinaria che andrà a pesare per il 6.75% sui depositi inferiori ai 100.000 euro e per il 9.9% su quelli superiori.

Oltre a questa, previsti piani di privatizzazioni per 1.4 miliardi e l’aumento delle tasse sulle società dal 10% al 12.5%. Tutto questo al fine di scongiurare una nuova implosione bancaria, e con essa, del mercato del credito e per non dover ricorrere al prestito completo di circa 17 miliardi che sarebbe necessario per scongiurare i problemi, facendo così salire il rapporto debito/pil (che nel gennaio 2012 è stato rilevato a 71.1%) al 145%. La reazione sui mercati non si è fatta attendere ed abbiamo assistito a forti vendite di euro che hanno fatto aprire i mercati asiatici con oltre una figura di gap negativo.

I forti acquisti di dollaro, che avrebbero potuto seguire una notizia del genere, sono avvenuti tranne che sulla sterlina inglese e sul fronte materie prime abbiamo visto vendere il petrolio, con l’oro che ha tenuto i livelli e dopo un tentativo di rafforzamento, velocemente ridimensionatosi, sta consolidando sui livelli pre-notizia.

Le borse hanno accusato il colpo invece, con gli indici americani in correzione (quale migliore occasione per prendere profitto dopo le forti e costanti salite, per poter riacquistare a prezzi migliori in caso di ripartenze?) e con il Nikkei

Come approcciare i mercati alla luce di quanto visto dunque? Quali potranno essere i market mover in grado di far partire movimenti di prezzo? Non ci troviamo di fronte ad un processo di avversione al rischio totale, in cui avremmo visto salire il dollaro americano contro tutto, con le borse vendute e le materie prime in liquidazione.

Non ci troviamo di fronte nemmeno ad uno scenario uguale a quello appena descritto, ma con l’oro che si stacca dai movimenti delle materie prime in discesa in qualità di bene rifugio, eventualità da considerare di fronte ad un’aumentata crisi. Quello che notiamo è una concentrazione di flussi di breve periodo che sono in grado di colpire le valute direttamente interessate e che interessano anche le commodity currencies, quando il petrolio è in grado di muoversi.

La sterlina va guardata come a sé stante, mentre lo yen è riuscito a rafforzarsi lievemente sul dollaro americano, così come il franco sull’euro, dando prova del tentativo di proteggersi da eventuali notizie ulteriormente negative che potrebbero arrivare in questa due giorni di festa per le banche cipriote (oggi religiosa, domani imposta dalle autorità). Prove generali di avversione al rischio dunque avremmo potuto intitolare il pezzo di oggi, seguiamo insieme le prossime evoluzioni per cercare conferme di quanto osservato. Passiamo ora ad analizzare i livelli di prezzo più importanti per la giornata, dopo le nervose aperture di questa notte.

EurUsd

Dopo il gap negativo l’euro sta consolidando intorno a 1.2900. Sono possibili dei tentativi di rottura o da una parte o dall’altra, con 1.2950 buon livello di resistenza dinamica che potrebbe contenere eventuali tentativi di risalita (se superata 1.2980 target più probabile). Attenzione a potenziali discese sotto 1.2875, come si può notare da un grafico a 4 ore un superamento deciso di tale livello potrebbe portare a nuove discese in area 1.2820.

UsdJpy

Gap quasi colmato per il UsdJpy, che sta ora scambiando sopra 94.50 e che vede in area 95.00 delle buone resistenze da essere sfruttate per il buon risk reward. Una loro tenuta potrebbe essere propedeutica a nuove discese verso 94.00, mentre un superamento di 95.20 potrebbe portare verso 95.50 (media a 100 oraria).

EurJpy

Forte discesa anche per EurJpy (non poteva essere altrimenti), con il mercato che sta consolidando intorno a 122.00. Come sul papà EurUsd, potenziali tentativi di rottura rialzista o ribassista, con i livelli di resistenza che cominciano in area 122.75 e che possono essere allargati fino a 123.25. Un superamento dei minimi della notte, potrebbe portare in area 121.00 ed in caso di suo superamento potremmo assistere a tentativi di raggiungimento di 120.40.

GbpUsd

Sterlina che come accennato non ha vissuto l’acquisto di dollari che è qvvenuto su euro ed australiano. Stiamo ora consolidando intorno a 1.5100,l in una formazione a metà tra un rettangolo ed un triangolo. I supporti statici risultano precisi e possono essere curati in modo da valutare eventuali discese se oltrepassata l’area di 1.5065. Risalite sopra 1.5135 potrebbero riproporre i massimi ed eventualmente nuovi tentativi rialzisti.

AudUsd

Australiano in gap negativo ma che tiene i supporti di breve periodo dopo le salite dei giorni scorsi. Sotto 1.0335 potenziali strappi ribassisti nell’ordine dei 30 punti, risalite sopra 1.0390 potrebbero riproporre i massimi.