Euro troppo vulnerabile in vista del verdetto greco

28 Giugno 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – L’eurodollaro sta offrendo davvero delle ottime opportunità di trading, dal momento che continua a muoversi con violenza a rialzo e a ribasso all’interno di poche figure, senza riuscire a prendere una direzionalità precisa.

Ieri è stato il momento della fase rialzista di breve periodo, che ha fatto guadagnare alla moneta unica ben due figure nell’arco della giornata. Il motivo alla base di questo movimento è sicuramente da ricondurre al problema greco, che pare, secondo il sentiment di mercato, potersi realmente avviare ad una conclusione concreta.

La discussione del piano di austerity, che dev’essere necessariamente approvato affinchè non si vada a finire in uno stallo economico ancora più disastroso di quello attuale e affinchè i problemi, a catena, non si riversino su molte delle economie mondiali, è già cominciata e tra domani e l’ultimo giorno di giugno verrà rilasciato il verdetto, che come detto, sembra ormai scontato da parte degli analisti: approvato, perché non si può fare altrimenti.

Ed in tutto questo la Germania e la Francia hanno già cominciato a parlare ai propri istituti di credito circa la necessità che venga accettato un piano di rollover volontario delle scadenze di rientro, andando in questo modo a ritardare l’incasso degli interessi sui titoli greci acquistati. La risposta, che secondo l’opinione delle agenzie di rating avrebbe potuto essere molto negativa, sembra invece rispecchiare il sentiment contrario.

Stando ai rumors, circa il 70% degli istituti bancari a cui è stata proposta questa soluzione si dicono favorevoli, meno male aggiungiamo noi. I rischi di un possibile default spaventano anche le lobby più influenti a livello mondiale, ed una soluzione dovrà per forza di cose essere trovata. Arriva anche un’altra idea da parte di Weber della Bundesbank, il quale propone che la BCE o l’FSFF si rendano garanti per i bond greci, sempre nell’ottica di evitare un default.

Di fronte a questo quadro la moneta unica ha reagito bene e siamo convinti che tutta questa altalena sia dovuta al fatto che nessuno, nemmeno gli istituzionali, sono in grado di prendere una decisione che faccia partire un movimento direzionale di medio periodo, rompendo i supporti o le resistenze chiave.

Oltre a questo occorre considerare un fatto a nostro avviso significativo. Ieri, Mr. Stark della BCE, ha comunicato che l’istituto centrle di Francoforte è pronto ad alzare i tassi di interesse in quanto l’1.25% “is no longer appropriate” (non è più appropriato), il che probabilmente potrà farci vedere un attacco ai punti di resistenza che vedremo tra poco, prima di poter capire se l’euro avrà la forza necessaria per riportarsi oltre l’1.4400.

In tutto questo, è interessante notare come il dollaro non si stia muovendo all’unisono contro la maggior parte delle valute, facendoci capire che per ora il mercato è concentrato sulla questione greca e su nient’altro, per il momento.

Sul finire di settimana vedremo se la faranno da padrone nuovi “concerns” oppure eventuali ribilanciamenti di posizioni e prese di profitto da parte di chi ha impostato delle operazioni long sull’euro in questi primi giorni della settimana.

Passiamo ad un altro appuntamento con l’analisi tecnica potendo osservare, da ieri, un drastico miglioramento per la moneta unica. Le motivazioni viste sopra ha infatti consentito all’euro un recupero di 200 punti in una giornata che sarebbe dovuta risultare come di transizione. Quello che appare il più interessante spunto, giunti a questi livelli, è la tendenza negativa che si è venuta a creare dal 7 giugno scorso e che con grande precisione sta guidando il passo da tre settimane. Il punto di transito per le prossime ore si trova esattamente a 1.4350 (tra parentesi, però, dobbiamo valutare come non sia alla fine stata registrata la chiusura di giornata inferiore alla media di lungo su grafico giornaliero). Non possiamo ignorare invece, come più importante livello di supporto l’area di cui abbiamo parlato anche ieri, ovvero 1.40 figura.

Il balzo della moneta unica ha permesso al cambio EurJpy di guadagnare, a sua volta, circa 200 punti da ieri notte. Il movimento è risultato ancora una volta molto interessante, non solo poiché è risultata visibile un’accelerazione oltre il livello di resistenza statica di 115, ma anche poiché è stato raggiunto in breve tempo il più importante livello di ulteriore resistenza nel breve: 115.75 per la seconda volta nelle ultime due settimane ha avuto un ruolo chiave per invertire una tendenza in salita. Ciò che dobbiamo valutare ora, con attenzione, è la rottura compiuta grazie alla volatilità di ieri, della tendenza ribassista sul cambio in atto dal 7 giugno scorso (quella che sull’eurodollaro, per intendersi, non è ancora stata oltrepassata).

Il cambio UsdJpy, seppur ancora all’interno di un percorso molto poco volatile, ha dimostrato come 81 figura fosse il livello di resistenza a cui guardare. I due tentativi di ieri testimoniano la correttezza del livello individuato e mostrano una propensione dei prezzi a fuoriuscire dal canale ribassista in atto da più di un mese. Se prima la resistenza di 81 e poi quella di 81.30 dovessero essere superate crediamo che potremmo assistere al primo trend a rialzo favorevole al dollaro da inizio maggio.

La situazione sul cable non è variata rispetto a ieri mattina. Vi è grande incertezza ancora sul superamento definitivo o meno di quell’importante supporto di lungo periodo che gravita intorno a 1.5950 (dove si trovano i prezzi tuttora). Come ieri, siamo portati a pensare ad un possibile trend favorevole alla sterlina successivamente ad una prima conferma, che potrebbe essere rappresentata da un ritorno dei prezzi al di sopra di 1.6075, a cui abbiamo avuto un primo avvicinamento sul finire di settimana scorsa. Non dobbiamo comunque dimenticare che in questo caso la tendenza di lungo (osservate un grafico giornaliero) è stata già pesantemente rotta i giorni passati ed a meno di un rientro in tempi brevi gli obiettivi iniziali si trovano a 1.5780.

La risalita dell’euro ha favorito anche la ripresa del cambio EurGbp. Questo ha portato ad un chiaro segnale rialzista, quando abbiamo assistito alla rottura della tendenza ribassista delle ultime tre settimane (coincidente con quella da inizio maggio). A 0.8940 si trova il più importante supporto dinamico per l’immediato, dalla cui tenuta dipende il raggiungimento del primo 0.8975 e successivo 0.9040.

Diamo un rapido sguardo al dollaro australiano, che seppur ancora sotto pressione nei confronti del dollaro, sta rendendo complicato il definitivo superamento del supporto chiave di 1.0440, oltre il quale solamente 1.03 potrà reggere la forza del dollaro australiano degli ultimi mesi.

Concludiamo con il franco, nei confronti della moneta unica, dove abbiamo potuto vedere un accenno di ritracciamento. Il minimo di ieri mattina a 1.1805 non è stato più avvicinato, consentendo un recupero del cambio davvero repentino. La tendenza di lungo periodo non possiamo certo dire che sia cambiata, anche perché abbiamo visto come i prezzi abbiano trovato un nuovo livello di resistenza a 1.1960, davvero preciso nel limitare le speranze di ripresa dell’ultima settimana.

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