Euribor ancora in rialzo, si adegua ad attese su tassi Bce

13 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva governativa e swap, a fronte di un calo dei listini azionari. Sui periferici non ci sono stati forti movimenti, con gli spread che restano contenuti. Sul monetario invece continua il rialzo dell’Euribor tre mesi fissato ieri a 1,32% da 1,311% che si sta così adeguando alle aspettative di mercato di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bce.

In Grecia il ministro delle Finanze, come riportato da Reuters, ha dichiarato che il paese è pienamente finanziato per il 2011, mentre nel 2012 saranno necessarie emissioni da 25-30 Mld€. In Portogallo invece il ministro delle finanze ha dichiarato che il paese ha copertura finanziaria fino a giugno e che spera che il prestito di salvataggio venga approvato a metà maggio.

I funzionari di Commissione europea, Bce e Fmi hanno iniziato lunedì il lavoro di analisi dei conti pubblici del paese. Il primo ministro cinese Wen Jiabao, nel corso di un incontro a Pechino con Zapatero, ha dichiarato che la Cina intende continuare ad acquistare titoli governativi spagnoli, con possibilità di prendere parte anche alla ristrutturazione delle casse di risparmio della Spagna.

Sul fronte macro segnaliamo il calo della componente prospettica dello Zew tedesco di aprile che molto probabilmente ha risentito del rialzo dei prezzi energetici e della crisi portoghese. Oggi sono attese le aste in Germania sul titolo legato all’inflazione 2018 e sul Bund 2042 per un massimo di 5 Mld€.

Negli Usa tassi di mercato in calo, in una giornata caratterizzata da un marcato calo delle materie prime che ha condizionato anche i listini azionari dove, non a caso, il comparto peggiore è stato proprio quello delle risorse di base. In particolare ha pesato la deludente trimestrale di Alcoa che ieri ha chiuso in calo di circa il 6%.

Nel frattempo l’attenzione si sta focalizzando sul delicato tema dei conti pubblici Usa. Oggi il presidente Obama presenterà la sua proposta di riduzione del deficit e debito su un orizzonte decennale. La proposta conterrà probabilmente l’ipotesi di riduzione del deficit di 1100Mld$, un valore ben distante dai 4400Mld$ proposti invece dal repubblicano Ryan.

Il mix ipotizzato da Obama potrebbe contenere da un lato tagli della spesa e dall’altro rialzi delle tasse, ipotesi quest’ultima invece molto osteggiata dai repubblicani che si concentrano invece soprattutto sui tagli alla spesa, in particolare quella sanitaria. La presentazione del programma di Obama, arriva in vista dell’inizio di una nuova tornata di negoziati tra le due opposte parti politiche sul tema dell’innalzamento del tetto del debito il cui livello attuale sarà raggiunto entro metà maggio. Sul fronte macro, i dati sul deficit commerciale di febbraio, lasciano ipotizzare una crescita annualizzata del Pil del primo trimestre nel range 2-2,5%. Altre indicazioni utili a tal fine arriveranno oggi dai dati sulle vendite al dettaglio di marzo.

Valute: prosegue la fase di apprezzamento dell’euro vs dollaro con il cross che nella giornata di ieri si è spinto fin sopra quota 1,45 per la prima volta dal gennaio del 2010. Se nei giorni scorsi il cross si era mosso in concomitanza con un rialzo del greggio, nella giornata di ieri si è invece registrato un andamento dicotomico tra le due variabili. Un nuovo aumento del differenziale dei tassi sembrerebbe essere invece il “mover” della giornata di ieri. La principale resistenza di breve si colloca a quota 1,4580. Primo supporto in area 1,4480.

Dopo l’apprezzamento di ieri, lo yen è tornato a deprezzarsi durante la notte sulla scia del recupero delle borse asiatiche. Per oggi restano validi i livelli di supporto segnalati ieri: 83,50 verso dollaro e 120 verso euro. Lo yuan cinese resta in prossimità dei massimi da 17 anni vs dollaro, in attesa degli importanti dati macro cinesi in programma venerdì (Pil del primo trimestre ed inflazione di marzo).

Materie Prime: vendite sulle materie prime penalizzate dall’aumentata gravità della crisi nucleare giapponese e dal taglio del Fmi alle stime di crescita degli Usa e del Giappone. A pesare sul comparto anche la raccomandazione ai propri clienti di Goldman Sachs di chiudere le posizioni rialziste aperte a fine 2010 sul basket denominato Cccp (petrolio, rame, cotone e palladio). Pesante ribasso per il greggio Wti (-3,3%) ed il Brent (-2,5%).

L’IEA ha avvertito che il petrolio oltre i 100$/b sta iniziando a danneggiare la crescita globale. In forte ribasso anche i metalli industriali guidati dal piombo (-4,9%). Negativi i metalli preziosi anche se con cali più contenuti: oro (-1%) ed argento (-1,3%). Pesanti anche gli agricoli con il grano (-4,9%) che ha registrato la peggiore performance della categoria.

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