Etruria, non solo Boschi: membro del governo chiese aiuto a Pop Emilia

12 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Non solo Maria Elena Boschi, bensì anche un altro esponente del governo avrebbe chiesto a una banca, in questo caso Pop Emilia, di aiutare Banca Etruria intervenendo con nuovi soldi freschi. Secondo la ricostruzione de La Stampa la richiesta per il salvataggio di una delle quattro banche regionali poi salvate facendo ricorso al regime di bail-in arrivò anche all’istituto popolare modenese.

Un anno prima del commissariamento, a inizio 2015, “un «alto esponente» del governo guidato allora da Matteo Renzi contatta i vertici di Bper” per chiedere alla popolare “la disponibilità a intervenire in favore di Banca Etruria”, scrive il giornalista Gianluca Paolucci.

L’allora presidente di Pop Emilia Ettore Caselli, contattato dal quotidiano torinese, nega di aver ricevuto pressioni dal governo: “Guardammo il dossier Etruria come ne guardammo altri e decidemmo di non farne niente”. Ma l’episodio aggiunge altro sale alle polemiche sul ruolo che il governo Renzi avrebbe svolto nel crac di Banca Etruria, il cui vicepresidente era il padre dell’allora ministro e oggi sottosegretario dell’esecutivo Maria Elena Boschi.

Le rivelazioni di Ferruccio De Bortoli, che parla di fonti certe, nel libro ‘Poteri forti (o quasi)‘, hanno provocato un polverone. Secondo l’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore Boschi chiese all’AD di Unicredit Federico Ghizzoni di interessarsi alla vicenda. Mediobanca intanto ha fatto sapere che “non abbiamo organizzato noi l’incontro” con la banca milanese.

Vicenda Etruria, Di Battista: Boschi ha mentito in Parlamento

Ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita su La7, Alessandro Di Battista (uno dei deputati del M5S più popolari e più presenti in tv) è intervenuto sulla vicenda di Banca Etruria, sottolineato che “Boschi disse in Aula che non si era mai occupata di banche. Lo scoop del Fatto di stamattina e la notizia riportata nel libro di De Bortoli dimostrano il contrario. Pare che alla signora Boschi tutto le sia perdonato, anche che ha mentito in Parlamento. E mi fa arrabbiare che in mezzo ci sono finiti i risparmiatori, non quelli che si chiamano De Benedetti”.

“Oggi Banca d’Italia di fatto è controllata da quelle banche che dovrebbe controllare. (…) Dobbiamo dividere le banche commerciali dalle banche d’affari“ ha incalzato l’esponente del partito attualmente all’Opposizione che però viene dato come prima forza politica stando ai sondaggi.

“Vorrei che al Movimento 5 Stelle gli fosse garantita almeno una consigliatura prima di valutare il lavoro fatto a Roma. Penso che l’assessore Montanari sia molto preparata, competenza riconosciutale a livello nazionale. Ha cambiato il ciclo dei rifiuti per portare la raccolta differenziata al 70%. Sarò il primo a criticare, come cittadino romano, se le cose non dovessero andare così. Ma la valutazione va fatta a fine consigliata“, ha detto il deputato durante la trasmissione Piazzapulita.

Sul tema delle legge elettorale, la cui revisione è indispensabile per poter andare al voto anticipato come l’ex premier Renzi, la Lega Nord e il M5S desiderano, “il Movimento 5 Stelle non fa alleanze e non fa inciuci. Ci presenteremo alle elezioni, davanti ai cittadini, con un programma. I compromessi si fanno su una legge, se si hanno diverse opinioni può succedere. Ma non sul governo del Paese“, ha aggiunto Di Battista.