ESPORTARE LA TELEFONIA

26 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – China Mobile Communications ha fatto un’offerta di acquisto di 5,3 miliardi dollari per Millicom International Cellular, una società di telefonia mobile con sede in Lussemburgo di proprietà del gruppo svedese Kinnevik, che appare disposta ad accettarla. Poco nota in Europa, Millicom ha dieci milioni di abbonati in sedici paesi a basso reddito di quattro continenti: Ciad e Tanzania in Africa, Cambogia e Sri Lanka in Asia, El Salvador in Centro America, Bolivia in Sud America. Il fatturato di Millicom è in forte crescita, in quanto il bisogno di comunicazioni cellulari nei paesi poveri di grandi dimensioni è ampio e crescente, data l’estrema difficoltà di sviluppo delle reti di telefonia fissa. Il mercato di questi paesi non è però in grado di fornire a Millicom i capitali necessari per la sua espansione e il gruppo di controllo svedese fa pertanto fatica a finanziarla.

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L’autofinanziamento non basta e in Europa non è facile piazzare le azioni di una compagnia che opera nella telefonia mobile, in aree a basso reddito, con elevati rischi. Ma quello che non va bene agli europei va, invece, assai bene ai cinesi.

China Mobile, presente in 18 delle 23 province cinesi, è forse la maggiore compagnia di telefonia mobile del mondo, avendo superato i cento milioni di abbonati. La sua rete, assistita dal punto di vista tecnologico da Siemens Cina, è ora in continua espansione nelle aree più difficili e a basso reddito del paese, oltreché in quelle più sviluppate da cui aveva preso inizio. Il denaro per China Mobile non è un problema. E per Siemens lavorare per China Mobile nei continenti in cui opera Millicom non costituirà un rischio, data la solvibilità dei cinesi. Che, d’altronde, sanno come muoversi nei paesi a basso reddito.

I giornali finanziari danno queste notizie in un’ottica di sviluppo dell’industria cinese su scala globale. In effetti, il governo di Pechino invita le imprese cinesi a diventare globali. Ma, in questo caso, accanto all’aspetto economico c’è anche quello politico: chi possiede la rete di telefonia mobile ha un potere di controllo potenziale dell’informazione analogo a quello di chi, nell’800, possedeva la rete di poste e telegrafi.

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