Società

ESM compra debito banche mentre la gente non arriva alla fine del mese

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New York – E’ una notizia fresca di agenzia, l’ennesima botta al morale: in Italia 4,5 milioni di famiglie non arriva alla fine mese. E più di 2 nuclei su 3 non risparmia piu’.

I paesi salvati dal fondo di aiuti permamente europeo dovrebbero essere in grado di tornare a rifinanziare il proprio debito in maniera autonoma nel giro di due anni, ossia entro la fine del 2014.

Lo ha assicurato in un’intervista concessa a Bloomberg l’ex ministro tedesco delle Finanze e attuale numero uno del fondo salva stati, Klaus Regling. Ma alla popolazione invece quando si offriranno opportunita’ di lavoro e di vita decenti? Non prima del 2014.

Anche se in quei paesi deboli, non nominati nemmeno da Regling perche’ ormai non c’e’ piu’ bisogno di citarli, “non si vedra’ ancora l’uscita dal tunnel”, perche’ i dipendenti impiegheranno piu’ tempo per adattarsi ai livelli di stipendio e ai tagli alle pensioni, le misure intraprese dal governo come condizione obbligatoria per poter attingere alle risorse del meccanismo europeo di stabilita’ dovrebbero essere sufficienti ad aiutare gli stati in difficolta’ a superare “l’ultimo test” e ritornare ad avere accesso ai mercati.

Le autorita’ stanno cercando disperatamente di uscire da una crisi che ormai dura da quattro anni. Ebbene, italiani, spagnoli, portoghesi e sopratutto greci, dovranno rassegnarsi ad almeno altri due anni dallo stesso tenore di vita.

La Bce, come ha ricordato ieri El-Erian, Ceo di Pimco, il maggiore fondo obbligazionario al mondo, ha gia’ fatto il possibile, concedendo tempo ai leader politici dell’area euro per fare la loro parte. Gli annunci a sorpresa e i piani mirati di Mario Draghi, che ha promesso di comprare in quantita’ illimitata titoli pubblici degli stati in difficolta’ in caso di bisogno, hanno rallentato la tensione sui mercati dei titoli di stato e favorito l’euro. Ma serve ben altro.

La Spagna deve ancora chiedere ufficialmente aiuti esterni, evento che gli economisti e investitori prevedono si materializzi nei prossimi mesi.

Regling, che non ha citato la Spagna, e nemmeno la Grecia, Cipro o il Portogallo, se e’ per questo, ha aggiunto che l’ESM puo’ concedere una linea di credito in via precauzionale alle nazioni in crisi, con una maggiore rapidita’ rispetto alle due-tre settimane che ci vogliono per richiedere un piano di salvataggio completo: “In due giorni possiamo intervenire sul mercato secondario”.

Il fondo ESM guidato da Regling, con sede in Lussemburgo e dichiarato operativo l’8 ottobre di quest’anno, cerchera’ di effettuare investimenti con prudenza, ma sicuramente comprera’ anche il debito delle banche. Sinora sono stati investiti 4 miliardi di euro in bond governativi ad “alto rendimento” (tradotto: dei paesi della periferia) e in titoli di istituti internazionali, principalmente quelli “quotati in euro”.

Il fondo, istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo dello stesso anno, ha una potenza di fuoco da 500 miliardi di euro, equivalenti a piu’ del 30% del Pil italiano.

Per contattare l’autore Twitter @neroarcobaleno; daniele@wallstreetitalia.com