Esg, per le agenzie di rating un risiko sempre più tricolore

1 Settembre 2020, di Fabrizio Guidoni

La notizia dell’acquisizione da parte di Cerved Rating Agency, agenzia di rating europea che fa capo al gruppo Cerved, del 100% di Integrate, startup innovativa specializzata in rating Esg (Environmental, Social, Governance) è solo l’ultima prova in ordine cronologico di un fenomeno che da diversi mesi è sotto gli occhi di tutti e che sta caratterizzando il mondo degli investimenti sostenibili e responsabili: il risiko delle agenzie di rating Esg.
Una dinamica che prende forma non solo come M&A tra società specializzate nel dare pagelle e voti di sostenibilità, ma anche come acquisizioni targate da società finanziarie che puntano ad acquisire direttamente know-how nelle valutazioni di sostenibilità.

Un fenomeno anche italiano

Con la mossa di Cerved viene confermato il coinvolgimento del mercato italiano nel risiko delle agenzie di rating Esg. Giusto un anno fa, le attività di indici e ricerca Esg di Ecpi Group, storica società italiana lanciata nel 1997 da un gruppo di soci guidati dal professor Michele Calcaterra, sono state acquisite della società inglese StatPro Group, quotata all’Aim di Londra e specializzata in analisi di portafoglio sviluppate in tecnologia cloud.
Secondo Eticanews.it, l’acquisizione di Ecpi aveva segnato già una svolta delle informazioni Esg anche in Italia: il consolidamento del settore aveva già accelerato nel primo semestre del 2019, dove si era registrata l’acquisizione di Beyond da parte del Lse, e la conquista di Vigeo da parte di Moody’s. “Alla base c’è un mercato con potenzialità evidenti nei numeri, sia nell’esplosione della produzione di indici Esg sia nell’accelerazione degli investimenti in indici e rating Esg”.

M&A in salsa tricolore

Come spiegato in un comunicato, la scelta di Cerved Rating Agency di prendere Integrate, startup innovativa che ha sviluppato una metodologia Esg in linea con le best practice internazionali ed è proprietaria di un ricco database di informazioni sulla sostenibilità, consente alla società di affiancare ai rating sull’affidabilità creditizia delle imprese, anche le valutazioni sul grado di sostenibilità degli operatori economici (imprese, istituti finanziari, assicurazioni) e dei loro strumenti finanziari.
I servizi Esg sono prodotti sempre più richiesti dal mercato finanziario e bancario, non solo per la maggiore attenzione dei consumatori e degli investitori al concetto di sostenibilità, ma anche per le novità regolamentari attese nei prossimi mesi. Cerved Rating Agency punta così ad essere in grado di offrire una gamma completa di score e rating Esg che secondo l’agenzia stessa includerà anche una piattaforma utile alle banche e alle imprese di maggiori dimensioni per il calcolo di uno score di sostenibilità sui propri clienti e fornitori.

Gli obiettivi dell’operazione

“Grazie allo specifico know how sviluppato da Integrate, già nostro partner commerciale – spiega Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved – consolideremo la presenza della nostra agenzia di rating nel settore della sostenibilità, unendo in maniera sinergica e complementare il patrimonio informativo e analitico di Cerved con le competenze di Integrate. Crescita sostenibile e protezione dai rischi – anche di natura ambientale – sono temi che stanno particolarmente a cuore a tutto il nostro gruppo”.
D’altronde, tra i principali obiettivi dichiarati da Cerved rientra “supportare la crescita sostenibile del sistema Paese, aiutando le aziende a diventare sempre più verdi, eque e ben gestite, è infatti uno dei principali obiettivi di Cerved, che ha in portafoglio anche MBS, società specializzata nella consulenza per la sostenibilità del business. Si tratta di temi al centro dell’agenda europea e di grande peso economico: sono ben 148.000, infatti, le imprese italiane che secondo la tassonomia definita dall’Ue dovranno investire, ad esempio, nella transizione energetica, e tra queste moltissime sono di piccole dimensioni e finanziariamente fragili”.

L’operazione è stata presentata contestualizzandola nel fatto che l’Unione Europa ha lanciato un piano per mobilitare 1.000 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni con lo scopo di rendere il Vecchio Continente il primo a zero emissioni entro il 2050, ma per accedere a questo denaro le imprese devono dimostrare di avere adottato, o di stare approcciando, modelli sostenibili.
“E lo stesso – sottolineano da Cerved – varrà sempre di più per ogni tipo di credito, più facile da ottenere e a minor costo per chi potrà dimostrare di avere adeguato le proprie procedure a standard Esg.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di luglio del magazine Wall Street Italia