Enorme surplus Cina-Usa: guerra commerciale si intensifica

15 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

TOKYO (WSI) – Possibile guerra commerciale tra Usa e Cina, come sostiene un analista di Danske bank. Venerdì scorso la Cina ha registrato un’eccedenza commerciale record con gli Stati Uniti, cosa che non avrebbe potuto arrivare in un momento più delicato delle relazioni commerciali tra le due maggiori economie mondiali.

Secondo il rapporto dell’ Amministrazione generale delle dogane, il divario commerciale tra Cina e Stati Uniti è salito lo scorso anno del 10% a un massimo storico di 275,8 miliardi di dollari, pari a circa il 65% dell’ eccedenza commerciale totale del paese e al 2% del prodotto interno lordo cinese totale.

Il nuovo record di deficit commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina sta accendendo le fiamme per una guerra commerciale, ha detto Allan von Mehren, analista capo alla Danske Bank, in una nota ai clienti.

Il rapporto arriva in un momento in cui le tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina sono già in aumento e Donald Trump ha dato il via a varie indagini, che potrebbero portare a misure protezionistiche entro i prossimi 3-6 mesi “, ha detto.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente promesso di mettere e porre fine agli “abusi commerciali”, indicando il dominio del commercio globale della Cina come ingiusto, unilaterale, “qualcosa che è possibile fermare con le tariffe”. Con la riforma fiscale dei repubblicani ora fuori strada, il presidente nelle prossime settimane dovrebbe tornare a concentrarsi sul commercio, un’ altra delle sue promesse in campagna, lanciando una massiccia repressione.

Tra le preoccupazioni per gli investitori anche l’idea di Trump di tirar fuori gli Stati Uniti d’ America dal North American Free Trade Agreement. Intanto le tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina sono riemerse all’inizio di questa settimana dopo che, dice un rapporto Bloomberg, Pechino avrebbe rallentato o fermato gli acquisti di Treasaures degli Stati Uniti. Un’affermazione smentita da un regolatore statale, ma gli analisti ritengono che potrebbe essere un segnale di avvertimento per l’amministrazione statunitense.