Ennio Doris: “Tassi negativi? Un antinfiammatorio. Serve l’antibiotico per ripartire” (VIDEO)

31 Ottobre 2019, di Alessandro Chiatto

 

Si fa molto parlare di un rallentamento dei mercati in questa fase e si attende il 2020 con un certo timore. Il World Of Business Ideas di Milano, evento che vede Wall Street Italia presente come media partner, è stato l’occasione per parlare insieme a Ennio Doris, (nella foto) presidente del consiglio d’amministrazione di Banca Mediolanum, della situazione attuale dei mercati, con un particolare focus su uno dei temi principali sul tavolo, la guerra commerciale:
I mercati hanno fatto tanta strada da inizio anno – spiega Doris – e che ci sia un po’ di correzione è nella natura stessa dei mercati.
È vero, c’è una guerra commerciale in atto, ma prima o poi finirà perché entrambi i contendenti ne hanno l’interesse: Donald Trump perché ha le elezioni l’anno prossimo e deve arrivarci con l’economia che corre e la guerra dei dazi la farebbe rallentare; stesso discorso per Xi Ping, che non ha le elezioni, ma i disordini sociali che potrebbero sfociare se ci fosse un rallentamento nella crescita economica potrebbero essere pericolosi
”.

“Tassi negativi, solo un antinfiammatorio. Servirebbe l’antibiotico”

“I tassi negativi in generale ci sono già – prosegue – ed è un’anomalia storica e anche geografica. Ci sono in Europa, oltre al Giappone che fa storia a sé. Delle due medicine che si usano per guarire la malattia dell’economia, ovvero i tassi d’interesse e la politica fiscale, si usa solo la prima. Non usando la politica fiscale, l’efficacia dei tassi d’interesse è meno forte per far riprendere l’economia. Se noi osserviamo il resto del Mondo non ci sono i tassi negativi, perché usano la politica fiscale.
Quando Trump, in reazione a Powell che si rifiuta di ridurre troppo i tassi, ha scritto un tweet dove ha scritto che non abbasserà di nuovo le tasse ed è bastato questo tweet perché i tassi d’interesse in America andassero su di venti centesimi.
Se la Germania e altri Paesi dessero retta a Mario Draghi con una politica fiscale un po’ aggressiva l’economia si riprenderebbe più rapidamente e usciremmo da questa anomalia storica e geografica. Draghi ha portato i tassi in negativo perché non si usa l’arma della politica fiscale: è come ammalarsi di un’infezione e curarsi solo con gli antinfiammatori e non usare l’antibiotico”.