Eni, tonfo -84% dell’utile adjusted in II trimestre ma AD ottimista

30 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Eni sotto pressione in borsa, dopo aver reso noto di aver chiuso il secondo trimestre con un utile netto adjusted a 0,14 miliardi in calo dell’84% (+46% a 0,45 miliardi esclusa Saipem) e in flessione del 62% nel semestre a 0,79 miliardi (-47% a 1,05 miliardi esclusa Saipem). Su base netta, nel trimestre perdita per 110 milioni mentre nel semestre -70% a 590 milioni.

Nel secondo trimestre, inoltre, l’utile operativo adjusted è stato di 0,76 miliardi in calo del 72%. Escluso il risultato negativo di Saipem, precisa Eni, l’utile operativo adjusted è stato di 1,5 miliardi in flessione -41%. Nel semestre l’utile operativo adjusted -63% a 2,33 miliardi (-51% a 2,91 miliardi esclusa Saipem).

Su base netta, si riporta una perdita di 110 milioni, mentre nel semestre l’utile scende del 70% a 590 milioni.

Sulla base dell’esame dei risultati del primo semestre 2015 e delle previsioni per l’intero esercizio, la proposta di acconto dividendo sarà di 0,40 euro per azione (0,56 nel 2014).

Ottimismo è stato mostrato comunque dall’amministratore delegato Claudio Descalzi, sui risultati del primo semestre:

“Nel primo semestre di quest’anno abbiamo conseguito ottimi risultati industriali in tutti i business che ci hanno consentito di rivedere al rialzo alcuni degli obiettivi del piano strategico presentato a marzo”.

“Nel settore upstream abbiamo raggiunto una crescita produttiva record e abbiamo contenuto significativamente i costi. Inoltre, il recente avvio della produzione del campo di Perla, in Venezuela, e l`ormai prossimo avvio di Goliat, in Norvegia, forniranno un contributo importante nella seconda parte dell`anno. I business del middownstream hanno tutti ottenuto risultati positivi, grazie ai forti progressi nel riassetto dei nostri impianti di raffinazione e petrolchimici, al successo nelle rinegoziazioni dei contratti gas e agli ulteriori interventi sull`efficienza”.

“Queste azioni hanno contribuito a limitare gli effetti della caduta dei prezzi degli idrocarburi, sia in termini economici, sia in termini di cassa. Nonostante il dimezzamento del prezzo del barile, abbiamo conseguito 5,7 miliardi di cash flow, in linea con il primo semestre dello scorso anno, che ha finanziato la quasi totalità degli investimenti realizzati nel semestre. Si tratta di un risultato particolarmente rilevante, dato che operiamo in un settore che oggi ha come principale sfida proprio l`autofinanziamento degli investimenti. Questi risultati superiori alle attese ci consentono di confermare la proposta al cda al prossimo 17 settembre di un acconto dividendo pari a 0,40 per azione”.