Energia, da scorporo Eni duro colpo ai ricavi Snam

24 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Lo scorporo di Snam e della sua rete gas/a> da Eni, disposto dal Decreto Cresci Italia, ha fatto “crescere” anche le perdite della società. Il bilancio trimestrale appena reso noto, infatti, pur restando in attivo registra un calo degli utili pari all’11,7% rispetto all’anno precedente.

La principale causa di questo dato è da rintracciarsi proprio dalla separazione dall’Eni, operazione in seguito alla quale il debito Snam è diventato più pesante. Nel primo trimestre del 2013 la società guidata dal presidente Lorenzo Bini Smaghi (“premiato” col ruolo in Snam dopo l’uscita dall’esecutivo della Banca Centrale Europea per far posto all’attuale presidente Mario Draghi, ndr) e dall’amministratore delegato Carlo Malacarne ha mantenuto comunque sostanzialmente invariati i ricavi (896 milioni di euro) e ha raggiunto un margine operativo lordo di 717 milioni di euro, +1,3% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Probabilmente il calo degli utili è solo una “scossa di assestamento” fisiologica dopo la divisione dall’Eni. I risultati non spaventano il management, che conferma la strategia di investimenti per il quadriennio 2013-2016, concentrata sulla realizzazione di nuove infrastrutture per il trasporto, lo stoccaggio e la distribuzione del gas, con un budget di 6,2 miliardi di euro.

Presentando il bilancio, l’ad Malacarne ha infatti affermato che Snam conserva “la consueta attenzione all’efficienza operativa, una rigorosa disciplina finanziaria e una solida struttura patrimoniale”. Riguardo agli investimenti ha aggiunto: “Allo stesso modo, rimaniamo focalizzati a investire per una crescita profittevole e remunerativa per i nostri azionisti confermando il nostro piano di investimenti”.

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