Embraco, Calenda: possiamo salvare 500 posti, azienda straniera interessata

21 Febbraio 2018, di Livia Liberatore

Un’azienda straniera potrebbe essere interessata a Embraco, l’impresa brasiliana che ha deciso di licenziare 500 lavoratori a Riva di Chieri, in provincia di Torino, per trasferire la produzione in Slovacchia. In queste ore l’agenzia del ministero dello Sviluppo che si occupa di attrazione degli investimenti, Invitalia, sta incontrando la possibile interessata.

Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha portato il caso Embraco all’attenzione delle istituzioni europee e della commissaria alla concorrenza europea Margrethe Vestager, sollevando un ampio dibattito. Il sospetto del ministro è che la Slovacchia utilizzi i fondi strutturali europei per attirare imprese dal resto d’Europa offrendo, grazie a questi, incentivi e basso costo del lavoro.

Si tratterebbe di miliardi di fondi, che dovrebbero in realtà essere destinati a stimolare l’economia della Slovacchia. L’Italia ha chiesto dunque alla Commissione Ue di verificare se c’è stato un uso di aiuti di Stato illegittimi su Honeywell ed Embraco, la produttrice di compressori per frigoriferi e controllata dalla multinazionale Whirlpool. Ha chiesto anche di pronunciarsi sulla fattibilità di un fondo di aggiustamento per la globalizzazione proposto dal governo italiano.

“I fondi europei devono essere usati non per trasferire posti da uno Stato membro della Ue a un altro, ma per creare nuovi posti di lavoro“, ha risposto la commissaria Vestager, “la Commissione valuterà se le regole sugli aiuti sono state rispettate, ma non diamo giudizi prima di conoscere i fatti reali”.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che ha detto:

“Non possiamo permettere che dentro l’Ue ci siano forme di dumping sociale e fiscale che rendono tutto difficile. Per questo il governo ha fatto di Embraco un caso esemplare, perché riguarda il modo in cui si sta insieme nell’Unione europea”