Embedded insurance: i trend nel settore bancario

di Redazione Wall Street Italia
29 Novembre 2022 16:00

di Paolo Tanfoglio, ceo della insurtech italiana Lokky

L’embedded insurance, ovvero la vendita di polizze come prodotto integrato nell’acquisto di un altro servizio, è una delle principali tendenze del settore assicurativo negli ultimi anni, soprattutto nel comparto del banking. L’apertura delle banche dati e dei sistemi informatici alle terze parti nel settore bancario – abilitata dalla PSD2 – ha innescato una vera e propria rivoluzione nel mercato finanziario e dell’insurance. Il paradigma dell’open innovation consente alle imprese lo scambio di dati e informazioni, tecnologie e strumenti tra gli operatori che ne fanno parte, ma anche nuove collaborazioni con partner e operatori del settore, per innovare in maniera significativa il ventaglio di servizi offerti finora in un’ottica di maggiore efficienza e personalizzazione e competere con successo sul mercato.

L’open innovation si declina nel settore bancario prendendo il nome di open banking, passando attraverso l’open finance e l’open innovation. Tale mercato sta crescendo, a livello globale, a ritmo esponenziale: quest’anno toccherà i 15.7 miliardi di euro, mentre nel 2026 è previsto che sfiori i 38,2 (+143%)[1].

L’open finance è sicuramente un trend in forte crescita ed è proprio l’Europa a trainare gli investimenti in questo settore: l’entrata in vigore della normativa UE PSD2, e la conseguente introduzione di nuovi operatori che rendono sicuri i pagamenti online e riducono il rischio di frode, ha segnato, infatti, una svolta di mercato, stimolando la competizione e aprendo le porte a nuove opportunità. Secondo i dati di mercato[2] gli utenti europei che usufruiscono di questi nuovi servizi sono attualmente 28,8 milioni, +50% rispetto al 2021, mentre nel 2024 saranno ben 63,8 milioni, con un incremento superiore al 120%.

La crescita dell’embedded insurance

In questo scenario, l’embedded insurance registra un trend in progressiva crescita. I dati di InsTech London stimano che nel 2030 il giro d’affari del mercato varrà a livello mondiale all’incirca 722 miliardi di dollari. Sono sempre di più gli utenti che acquistano una copertura assicurativa come prodotto integrato: si stima[3] che entro la fine del 2022, il 35% delle banche italiane, in linea con la media europea, e l’80% delle mobile bank offriranno polizze assicurative digitali e cresceranno in assoluto del 50% rispetto a dicembre 2021.

La bancassicurazione è ad oggi anche in Italia, come in molti paesi europei, il principale modello distributivo nell’ambito delle assicurazioni vita (55,4%)[4] e con prospettive di crescita nelle assicurazioni contro i danni, dove registra ancora livelli contenuti; sugli altri gradini del podio, nel comparto vita, troviamo i consulenti finanziari (17,9% ) e gli agenti (15%). Come anticipavamo, diverso è il trend nel settore danni dove il canale agenziale nel 2021 si è confermato quello prevalente con un peso percentuale del 74%, seguito dai broker (8,9%), il cui valore è però probabilmente sottostimato in quanto non tiene conto di una quota importante di premi – probabilmente il 23,1 % – che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese. In questo modo si posizionerebbero, quindi, nel comparto con un  valore totale del 32% ridimensionando conseguentemente anche il peso degli agenti al 50,9% (anziché 74%).

Al terzo posto del comparto danni troviamo gli sportelli bancari la cui quota di mercato – dopo una battuta di arresto nel 2020 – è fortemente aumentata nel 2021, in linea con quella del 2019, attestandosi al 7,8%. Pur avendo ancora un valore contenuto, dal 2013 al 2021 la quota della raccolta di premi danni mediante sportelli bancari e postali, rispetto alla raccolta complessiva di premi danni è, però, più che raddoppiata: in valori assoluti, per il 2021, hanno superato i 2,6 miliardi su un totale di 34,1 miliardi di premi danni raccolti.

Inoltre, se il canale bancario è particolarmente utilizzato per la distribuzione di polizze rivolte alla clientela privata, sul fronte imprese ha ancora ampi margini di crescita: le banche possiedono, infatti, diversi elementi per poter competere con successo nel business assicurativo per le aziende, grazie alla forte relazione con il cliente e a una profilazione accurata delle abitudini degli utenti che crea le condizioni favorevoli per una proposition assicurativa mirata. Secondo i dati dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, le banche si classificano al secondo posto (23%) tra i canali preferiti dalle microimprese per l’acquisto delle polizze, accanto alle compagnie assicurative 64% e alle associazioni di categoria (14%).

Questi dati rivelano il grande potenziale di crescita dell’embedded insurance nel segmento bancario, in cui operatori finanziari e assicurativi dovranno sempre di più lavorare in modo sinergico per consentire al mercato di evolvere realmente da un’offerta di prodotti standardizzati – progettata per essere venduta in modalità bundle con altri prodotti finanziari – a una sempre più personalizzata e studiata per essere proposta in modalità stand-alone.

 

[1] Allied Market Research.

[2] Statista.

[3] IIA.

[4] ANIA, L’assicurazione italiana 2021-2022