Elon Musk twitta un nuovo meme: finito l’amore con il Bitcoin?

4 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

Altro tweet di Elon Musk, altra caduta per il Bitcoin. La criptovaluta per antonomasia ha avuto un anno selvaggio, raggiungendo un massimo storico di oltre 64.000 dollari nel mese di aprile, per poi precipitare a quasi 30.000 dollari il mese successivo. Ora è a più del 40% dal suo massimo storico, anche se ancora in crescita di quasi il 30% finora nel 2021.

Ma un altro tweet di Elon Musk fa crollare le quotazioni della moneta digitale. Il numero uno di Tesla e Space X ha postato su Twitter un meme su una coppia che si lascia con  il partner maschile che cita i testi dei Linkin Park, la famosa canzone “In the end” in particolare, aggiungendo l’hashtag #Bitcoin e un emoji del cuore spezzato.

 

Il Bitcoin è sceso del 4% ad un prezzo di $ 36.981  secondo i dati di Coin Metrics. A seguire a ruota altre monete digitali come Ether in calo del 5% a 2.662 dollari e Dogecoin – la criptovaluta preferita di Musk – affondando di quasi il 5% a circa 37 centesimi.

Non è la prima volta che i tweet di Musk sulle criptovalute hanno mosso il mercato. A maggio l’imprenditore sudamericano ha detto che Tesla avrebbe smesso di accettare bitcoin come metodo di pagamento per poi fare dietrofront a causa delle preoccupazioni sul suo utilizzo di energia,  radendo al suolo centinaia di miliardi di dollari di valore dall’intero mercato delle criptovalute in un solo giorno.

I bene informati sostengono che questo nuovo meme non sia affatto casuale e  riconducibile proprio alla questione che ha animato il dibattito pubblico nelle scorse settimane, ossia quella innescata dallo stesso numero uno di Tesla, sul processo di produzione del Bitcoin che inquina troppo utilizzando grandi quantità di elettricità generata con combustibili fossili  Molti sostengono, di conseguenza, che possa voler dire che Tesla abbia venduto i token Bitcoin, cosa che preoccupa chi teme l’avvio di una fase ribassista. Per ora da Palo Alto bocche cucite.

Elon Musk e Twitter

Il rapporto del fondatore di Tesla con il celebre social network è sempre più difficile.  Elon Musk avrebbe ripetutamente violato l’accordo raggiunto nel 2018 con la Securities and Exchange Commission nel quale veniva previsto, oltre al pagamento di una multa da 40 milioni di dollari, l’obbligo di far controllare preventivamente i tweet price sensitive da un team di avvocati di Tesla. Lo si apprende dai documenti della Sec ottenuti dal Wall Street Journal, nei quali sono citati nel dettaglio due presunti casi di violazione avvenuti, rispettivamente, nel 2019 e nel 2020.

L’accordo fra il ceo di Tesla e la Sec era stato provocato, a sua volta, da precedenti violazioni e in particolare per l’annuncio via Twitter di un possibile evoluzione di Tesla come private company (buyout).

In seguito a questo episodio, sono finiti sotto la lente della Sec altri due tweet. Il primo, risalente al giugno 2020 recitava: “Stiamo velocizzando la linea di produzione. Speriamo di raggiungere circa 1000 tetti a settimana entro l’anno”.
Secondo la linea difensiva, il contenuto sarebbe stato puramente “aspirazionale” (in italiano, un auspicio) e come tale non sarebbe rientrato nelle fattispecie soggette a controllo preventivo. Nel dettaglio, quest’ultimo si applica ai tweet contenenti informazioni sulla performance finanziaria, dati e nuovi modelli di business.