Elon Musk, gli investitori di Twitter gli fanno causa per manipolazione del mercato. Ecco cosa sta succedendo

27 Maggio 2022, di Valentina Magri

Nuova tegola giudiziaria per Elon Musk, patron di Tesla e imprenditore visionario in procinto di acquisire il social network Twitter. Una transazione piuttosto lunga e travagliata, che si arricchisce di un nuovo capitolo, tutto da scrivere nelle aule del tribunale. Alcuni investitori della società che cinguetta gli contestano infatti di aver manipolato il mercato, comunicando in ritardo alla Sec la sua partecipazione nel social media. Il patron di Tesla in marzo aveva già superato il 5% di Twitter, ma ha comunicato la sua partecipazione solo in aprile, quando il titolo era già salito al 9,2%. Un ritardo che gli ha consentito di risparmiare 156 milioni di dollari. “Ritardando la comunicazione della quota, Musk si è impegnato in una manipolazione del mercato e ha acquistato titoli Twitter a un prezzo artificialmente basso“, si legge nell’azione legale.

Musk non commenta e, con un cinguettio, si limita a lodare il suo amico co-fondatore di Twitter. “Sono un fan di Jack Dorsey, speravo restasse nel consiglio di amministrazione ma capisco che deve andare avanti”, dice.

https://twitter.com/elonmusk/status/1529875823184035841

Non è l’unico guaio legale legato a Twitter: la società americana ieri ha anche patteggiato una causa sulla privacy e si è impegnata a pagare 150 milioni di dollari. L’azione legale era stata presentata dalle autorità americane che l’hanno accusata si aver impropriamente raccolto dati degli utenti fra il 2014 e il 2019. L’azione legale degli investitori di Twitter nei confronti di Musk invece si inserisce nell’ambito acquisizione della società, annunciata il 26 aprile scorso dal magnate di origine sudafricana e non ancora completata.

A che punto è l’acquisizione di Twitter?

Elon Musk sta ancora lavorando alla sua offerta da 44 miliardi di dollari per il social media, per la quale ha abbandonato il prestito a margine con i titoli Tesla come collaterale e aumentato il suo impegno personale all’operazione a 33,5 miliardi di dollari dai 27, 5 miliardi precedenti. Una cifra consistente che Musk sta cercando di raccogliere fra gli investitori e convincendo gli attuali azionisti di Twitter a convertite le loro quote. La revisione della composizione dell’offerta non chiarisce però il nodo principale, ovvero se l’operazione sarà portata a termine o meno, vista la sospensione annunciata dallo stesso miliardario nei giorni scorsi in attesa di chiarimenti sul numero reale degli account spam o falsi. Secondo l’uomo più ricco della terra i profili falsi “potrebbero essere molto più alti, fino al 20%”, che già rappresenta “quattro volte” quelli indicati da Twitter.

Le previsioni di Dan Ives (Wedbush Securities) sull’acquisizione di Twitter da parte di Musk

Dan Ives, Managing Director Equity Research, Wedbush Securities, è molto scettico sul closing dell’acquisizione di Twitter da parte di Musk. A tal proposito, Ives ha dichiarato a Wall Street Italia: “Le possibilità che l’accordo venga portato a termine ora non sembrano buone e dal nostro punto di vista è molto probabile che Musk alla fine si allontani dall’accordo e paghi una penale”.

A suo avviso, “l’enorme pressione sulle azioni di Tesla dopo l’accordo, il cambiamento delle condizioni sul mercato azionario e l’aumento dei rischi nell’ultimo mese e una serie di altri fattori di finanziamento hanno aumentato i dubbi di Musk sull’accordo per l’acquisto di Twitter. Il problema dei bot (ossia programmi che controllano ed eseguono automaticamente alcuni grazie azioni ad un insieme di procedure, routine e subroutine con una libreria che fa parte dello sviluppo del software) non è nuovo ed è probabilmente il capo espiatorio per spingere per un prezzo più basso.
La cruda realtà per Twitter è che nessun altro offerente strategico/finanziario si avvicinerà a questo accordo e Musk lo sa; motivo per cui in un mercato in evoluzione e con Tesla che ha perso circa $300 miliardi di capitalizzazione di mercato dall’accordo, riteniamo che l’accordo da $44 miliardi di Twitter abbia meno del 50% probabilità di essere portato a termine ad oggi“.

Quanto alle ripercussioni sul titolo, Ives afferma: “qualora (i membri del board di Twitter, ndr) non accettassero un prezzo più basso, Musk sarà perfettamente in grado di abbandonare l’acquisto e secondo noi il titolo potrebbe scendere sotto i 30 dollari per azione”.