ELEZIONI USA: LO SCONTRO MINUTO PER MINUTO

8 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il candidato repubblicano, George W. Bush, ha sinora ottenuto la vittoria in 246 seggi, mentre il democratico Al Gore ha prevalso in 260 collegi.

E’ determinante a questo punto l’esito delle elezioni nello Stato della Florida, che conta ben 25 collegi. (Elezioni Usa: lo scontro Stato per Stato)

Lo spoglio dei voti in Florida tuttavia rischia di non essere completato prima di domani pomeriggio, lo affermano le autorita’ dello stato incaricate della supervisione delle operazioni.

“Prevediamo di finire domani pomeriggio”, ha dichiarato Clay Roberts, direttore dell’Ufficio elettorale della Florida.

E’ nella notte scorsa che e’ avvenuto il colpo di scena che ha riaperto i giochi dopo che la vittoria di Bush era ormai data per scontata dai principali media americani.

Poco dopo le 2 del mattino infatti, il vicepresidente Al Gore aveva telefonato a Bush per offrirgli le proprie congratulazioni.

Una telefonata cordiale, durata pochi minuti, secondo la ricostruzione fornita dal network televisivo CNN, che sanciva l’onore delle armi al vincitore.

Nel giro di pochi minuti pero’ Gore e’ raggiunto da una telefonata del dipartimento di Stato della Florida: la differenza delle preferenze per i due candidati e’ troppo esile per poter dichiarare un vincitore.

La Florida decide cosi’ un nuovo conteggio dei voti in tutto lo Stato, una procedura automatica prevista nel caso in cui lo scarto fra i due candidati sia inferiore allo 0,5%.

Gore riafferra il telefono e fa sapere a Bush che non ci sono le condizioni per dichiarare la resa: la sfida prosegue sino a che l’ultima scheda non sara’ contata nuovamente.

Il partito democratico dichiara di aver ricevuto lagnanze da parte di elettori sulla scarsa chiarezza della scheda elettorale e ha denunciato irregolarita’ riguardanti le schede consegnate da alcuni volontari all’ingresso di un seggio di Palm Beach: l’elenco dei candidati era inverso rispetto a quello in cabina.

In questo clima diventa importante aspettare anche la conta delle schede provenienti dagli elettori residenti all’estero, dei membri del corpo diplomatico in missione e dei militari di stanza nelle basi Usa al di fuori dello Stato.

Sono passate le tre del mattino, troppo tardi per fermare la distribuzione delle edizioni speciali che i principali quotidiani hanno preparato.

In Florida l’Orlando Sentinel e il Miami Herald, il New York Post nella Grande Mela sono in edicola con un solo titolo di prima pagina: “Bush ha vinto!”.

Il New York Times riesce invece a bloccare le rotative, un avvenimento epocale per il piu’ autorevole quotidiano degli Stati Uniti.

Nelle redazioni si preparano veloci ribattute, i grafici si affannano a riarrangiare le prime pagine, in tipografia ripartono le macchine e quindi i furgoni della distribuzione si lanciano nella notte.

Il popolare Daily News esce con una prima pagina dedicata alla vittoria di Hillary Clinton nella corsa per il Senato nello stato di New York: la First Lady sorride e saluta i sostenitori abbracciata dal presidente uscente Bill Clinton.

USA Today, il piu’ diffuso quotidiano nazionale americano, titola: “Bush e Gore sul filo del rasoio, l’esito in pugno alla Florida”.

La nuova versione del New York Post strilla stizzita in prima: “Gore non demorde”.

Sugli schermi televisivi i principali network mantengono fissa la dicitura: “Ultima notizia: troppo vicini per dichiarare il vincitore”.

Bush e Gore intanto, secondo gli ultimi dati a disposizione, sono sempre testa a testa in Florida, separati da meno di 2.000 voti (2.909.173 voti, pari al 49%, per Bush e 2.907.416 voti, pari al 49%, per Gore):

Presidente

Collegi Elettorali

Stati

Voti

George W. Bush

246

29

48.783.507 (48%)

Al Gore

260

20

48.976.113 (49%)

Ralph Nader

0

0

2.670.236 (3%)

Collegi
elettorali necessari per la vittoria: 270; non assegnati: 32 (Florida e
Oregon)

Un altro duello molto seguito e’ stato quello tra Hillary Rodham Clinton e Richy Lazio, per il seggio senatoriale dello Stato di New York. La First Lady ha sconfitto il candidato repubblicano raggiungendo il 56% dei voti. L’avversario ha raccolto il 44% delle preferenze.

Senato

 Nuovi seggi

 Precedenti

Variazione

Democratici

49

46

+3

Repubblicani

50

54

-3

Camera

Nuovi seggi

Precedenti

Variazione

Democratici

211

210

3

Repubblicani

218

223

-2

Indipendenti

2

2

0

Elaborazione dati: Ufficio Studi di Wall
Street Italia
(ultimo aggiornamento 16.25, ora di New York)

Per una copertura completa vedi ELEZIONI USA:
SPECIALE WALL STREET ITALIA