Elezioni, Renzi: “Mai con Di Maio”. Ma Emiliano strizza l’occhio al M5S

26 Febbraio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Un governo coi Cinque stelle? Noi non faremo mai nessun governo con gli estremisti. Così Matteo Renzi parlando a La Stampa a pochi giorni dal voto.

“Vedo gente che sale al Quirinale o che giura: non mi risulta però che sia stato già scelto il capo del governo. Penso che il Pd sarà il primo partito e lavoro perché lo sia: credo che tutti i dirigenti del Pd potrebbero fare questo sforzo (…) Stanno dentro l’Europa o fuori? Sono per l’obbligatorietà dei vaccini o no? La realtà s’incarica di dimostrare che le prese di posizione del M5S sono profondamente lontane da ciò che l’Italia ha sempre conosciuto”.

Tuttavia all’interno del centrosinistra non tutti sono sulla linea di Renzi. Come il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che nel corso di un’intervista a Telenorba apre ad un’alleanza post elettorale con i Cinque Stelle e critica Renzi.

“Se il presidente Mattarella dovesse dare l’incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perché il Pd sostenga il M5s nella formazione del governo. Se il Pd non dovesse essere il primo partito – aggiunge – e l’incarico dovesse essere dato al M5s, e ad altre ipotesi non voglio pensare, siccome sarà un governo di emergenza perché nessuno avrà la maggioranza assoluta, bisognerà far in modo che il gruppo che riceverà l’incarico poi possa formare un governo”.

Nell’intervista al quotidiano torinese intanto il leader del Partito democratico smentisce categoricamente l’esistenza di un canale aperto tra Pd e Fi in vista di possibili larghe intese e fa il punto sulla campagna elettorale e sulle possibile ingerenze da parte degli hacker russi.

“Sono certo che ci siano state interferenze digitali durante la campagna referendaria, e in questa stagione, ma non le definisco geograficamente. Sono certo che vi sia almeno una doppia struttura di diffusione di notizie false che viene usata da canali anche unofficial vicini a partiti politici. Avrebbe senso che la prossima legislatura si aprisse con una commissione parlamentare d’inchiesta sulle fake news“.