Elezioni Quirinale: fallimento di un’intera classe politica

23 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’Italia e’ un paese frastornato, spaventato ed indignato, Incapace di capire le logiche e le “geometrie politiche istituzionali” che hanno generato due mesi di totale inattività dei nuovi eletti. Siamo passati da una Italia “sospesa” a una Italia in caduta libera. La cui fiducia nelle istituzioni si riduce (si aggrappa) quasi esclusivamente alla figura del presidente uscente Giorgio Napolitano.

Lo si apprende dalle ultime rivelazioni dell’Osservatorio Politico di Lorien Consulting, che gia’ nei sondaggi precedenti mettevano in evidenza con grande enfasi la disponibilità degli italiani verso un rinnovo dell’impegno del Presidente.

Rielezione che, seppure condivisa dalla stragrande maggioranza degli Italiani (62%) è vista, comunque, come una grande sconfitta della classe politica, come una ulteriore dimostrazione della incompetenza ed inconsistenza della classe dirigente appena rinnovata. Il concetto emerso e metabolizzato, è appunto e “la supplenza” della Presidenza della Repubblica su tutto il sistema politico.

Le vicende piu’ importanti che hanno caratterizzato l’intero week end hanno riguardato le contestazioni e le manifestazioni del M5S, la crisi del PD in tutta la sua drammaticità, le prime ipotesi circa le soluzioni di governo possibili e le indiscrezioni su nomi e coalizioni.

Il tutto in un contesto sociale ed economico sempre più drammatico, documentato non più e non solo da sentimenti ed umori, ma da precisi e drammatici numeri (6.000.000 di disoccupati, inoccupati e/o sottoccupati, il record assoluto di sempre delle ore di cassa integrazione, l’impressionante numero di fallimenti di aziende, circa 1000 di famiglie oltre la soglia di povertà..)
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La soluzione della rielezione di Napolitano è e resta una soluzione transitoria che oltre a piacere al 62% degli interpellati dovrebbe anche essere sufficiente per:

– tamponare il rischio di disastro istituzionale, economico e sociale

– per garantire un minimo di mantenimento della credibilità internazionale

– per concedere un tempo supplementare al sistema di rappresentanza in forte crisi.

Questo è vero per oltre il 50% degli Italiani che ritiene a questo punto prioritaria la ridefinizione delle regole (legge elettorale), quindi dell’intera offerta politica.

ORIENTAMENTO POLITICO: CRISI DEL PD E EFFETTO DOMINO?

Anche agli occhi dei cittadini è evidente, che una delle gravissime conseguenze di questo passaggio (l’inevitabile implosione del PD) potrebbe essere solo l’inizio di un effetto domino, che trascina tutti le altre componenti di un sistema di rappresentanza inadeguato:

– Il centro-sinistra da questo fine settimana è entrato in una “fase terminale” delle sue contraddizioni e “il pettine delle responsabilità e delle decisioni importanti” ha evidenziato nodi strutturali:

o Interni alla coalizione, nella inevitabile rottura con SEL ed interni al PD fra le varie anime, componenti e personalità

o Esterni, fra elettorato e classe dirigente, se è vero che il 25% degli elettori ancora credono nel progetto PD, ma non danno più credito alla sua classe dirigente

– Seppure nell’immediato il PDL ed il suo indiscusso leader, hanno ritrovato una sintesi che garantisca maggiore sintonia con il proprio elettorato (in crescita da settimane), a media distanza potrebbe rischiare molto dal definitivo venir meno dello schema bipolare che, da sempre, è stata una assicurazione sulla vita dei due partiti principali

– Gli alleati satelliti del PDL, sono in grande sofferenza, prima fra tutti la Lega, che, alle dinamiche critiche nazionali, somma le irrisolte contraddizioni interne

– Il centro (lista Monti, UDC ed altri) puo’ sperare che nel tempo della fase di supplenza, identifichino nuove possibile formule e/o orientamenti. Poiché in questa fase registrano solo un lenta e progressiva perdita di ruolo.

– Anche il M5S, nonostante il peso ed il ruolo che ormai ha assunto, rischia di essere coinvolto in un gioco al massacro che non lo vedrà passare indenne.

In conclusione, anche per questo ampio e composito contenitore, il tempo della supplenza potrebbe essere pertanto una indispensabile condizione per capire, assestarsi ed organizzarsi.

A tutti ma proprio a tutti, al di là delle prese di posizione del momento e/o di facciata la rielezione del Presidente Napolitano appare come un ancora di salvezza, temporanea, ma pur sempre una àncora.

Nota informativa: Questa rilevazione dell’Osservatorio Politico di Lorien Consulting è stata condotta il 21 aprile immediatamente dopo la rielezione del Presidente Napolitano e nel pieno delle vicende che hanno caratterizzato l’intero week end