Economia

Elezioni Politiche 2018: il programma del PD

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Dopo una lunga gestazione, lo scorso 2 febbraio il PD ha alzato il velo sul suo programma elettorale in vista delle prossime elezioni. Un programma da una sessantina di pagine da cui emergono “100 piccoli passi in avanti, piccole cose concrete, impegni realizzabili. Ma lo facciamo partendo da 100 cose che abbiamo fatto” ha detto il segretario del  PD Matteo Renzi. Un programma il cui titolo riecheggia i “cento passi” di Peppino Impastato ed il cui ‘target’ è il ceto medio.

Le proposte chiave del Partito Democratico (PD):

L’estensione di 80 euro per ogni figlio fino a 18 anni. “Abbiamo restituito 80 euro a chi guadagna meno di 1500 euro – ha sottolineato Renzi -, l’obiettivo è estendere questo provvedimento per ogni figlio fino ai 18 anni. Nessuna legge di bilancio che faremo dovrà costare di più delle precedenti”. Non solo. Nel programma è inoltre prevista l‘estensione degli 80 euro a partite Iva e autonomi e un nuovo calo di Ires e Iri (rinviata di un anno con l’ultima manovra) al 22%.

Una misura universale da 240 euro al mese per ogni figlio. Si tratta di “un unico sostegno universale alle famiglie. Una misura fiscale unica (in grado di raggiungere anche gli incapienti sotto forma di assegno) che preveda 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni”. Il costo stimato è pari a 9 miliardi. Varrà “per tutti, da zero fino a 100 mila euro l’anno”. Inoltre si propone “uno strumento triennale di 400 euro al mese per ogni figlio fino ai 3 anni”, per nido o baby sitter. Vale 1,1 miliardi.

La riduzione del costo del lavoro attraverso un taglio strutturale di 4 punti dei contributi (dal 33% al 29%), ma anche una “buonuscita compensatoria” per i contratti a tempo determinato che non vengono stabilizzati. “Il lavoro a tempo indeterminato – si legge – vale di più, deve costare di meno”. Prevista anche “una tessera gratuita di sei mesi per viaggiare sui treni per chi perde il posto di lavoro”. E ancora: una patente fiscale a punti” con una serie di “vantaggi, tributari e non” per chi paga correttamente le tasse.

Ribadita inoltre la volontà di continuare nella lotta contro l’evasione fiscale con l’obiettivo di arrivare a “30 miliardi” e di introdurre “un modello fiscale che valorizzi il contrasto d’interesse, nella logica veicolata dal messaggio ‘scaricare tutto, scaricare tutti'”.

Tra le altre proposte, lo ius soli, cittadinanza ai bambini nati e cresciuti in Italia. E ancora: pensioni di garanzia per i giovani e un aiuto da 150 euro per gli affitti; misure per la non autosufficienza. L’inasprimento di pene per la mancata vigilanza sulle banche e per i manager. La riduzione (non abolizione) del canone Rai.