Economia mondiale travolta da un’onda deflativa

8 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – L’economia mondiale, in particolare la parte industrializzata del pianeta, è alle prese con un’altra crisi deflativa e l’anno prossimo il treno della ripresa economica rischia di deragliare.

La prima conseguenza collaterale, secondo Claus Vistesen, economista di Pantheon Economics, è che alcune società energetiche potrebbero fare crac. Petrolio e minerali ferrosi sono in netta contrazione e secondo Jeremy Cook, economista di World First, la fase ribassista del comparto non è ancora giunta al termine: i prezzi potrebbero calare ulteriormente.

Influisce negativamente la decisione dell’Opec di lasciare invariata la produzione, non facendo nulla in pratica per risolvere il problema del sovraccarico di scorte e dell’offerta in eccesso, con l’obiettivo di colpire il settore del gas di scisto americano e difendere le proprie quote di mercato.

I dati macro deboli pubblicati nei mercati emergenti come la Cina non hanno fatto che indebolire ulteriormente le materie prime. In breve, la domanda è debole e l’offerta è gigantesca. C’è chi prevede addirittura che le quotazioni del petrolio scendano a quota 20 dollari al barile. Al momento sono scivolate fino a 37 dollari nei mercati americani.

Tutto dipenderà dalla crescita dell’economia mondiale. Se la crescita è fiacca, dice l’economista di World First, i prezzi resteranno su questi livelli per un po’ di tempo.”Non sappiamo ancora quando verrà toccato il fondo, ma non è sicuramente stato toccato adesso”.