Economia circolare: cos’è e come funziona

10 Aprile 2019, di Livia Liberatore

Sempre più spesso ne parlano politici, aziende, associazioni. Nella definizione della Ellen MacArthur Foundation, l’economia circolare un’economia pensata per potersi rigenerare da sola: un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.

Al contrario del modello di economia lineare, oggi dominante, nell’economia circolare in tutte le fasi, dalla progettazione, alla produzione, al consumo, fino alla destinazione a fine vita, è necessario limitare l’apporto di materia ed energia in ingresso e minimizzare scarti e perdite.

Oltre che per la sostenibilità dal punto di vista ambientale, viene invocata anche per le opportunità di crescita economica che offre alle società. Non si esaurisce nel concetto di riciclo perché implica anche, per esempio, il riuso, la trasformazione di prodotti in servizi, la creazione di modelli industriali con impatti rigenerativi sulla società.

I principi di base dell’economia circolare

Come spiega il sito Storie di economia circolare, che riprende i principi della Ellen McArthur Foundation, l’approccio non lineare si basa su cinque criteri fondamentali. Il primo è l’ecoprogettazione, che significa creare i prodotti “pensando fin da subito al loro impiego a fine vita, quindi con caratteristiche che ne permetteranno lo smontaggio o la ristrutturazione”. In secondo luogo, modularità e versatilità del prodotto cosicché si possa adattare al cambiamento delle condizioni esterne.

Economia circolare vuole dire anche utilizzare fonti energetiche rinnovabili al posto di quelle fossili e adottare un approccio ecosistemico, cioè prestare attenzione all’intero sistema e considerare le relazioni causa-effetto tra le diverse componenti. Il quinto principio base è la sostituzione delle materie prime vergini con materie prime seconde provenienti da filiere di recupero che ne conservino le qualità.

La normativa in Italia e nell’Unione europea

La transizione verso l’economia circolare per un uso efficiente delle risorse è una delle priorità dell’agenda dell’Unione europea. Nel 2015 la Commissione europea ha adottato un piano d’azione per accelerare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, che definisce 54 misure per “chiudere il cerchio” del ciclo di vita dei prodotti.

A marzo 2019 la Commissione Ue ha pubblicato una relazione in cui comunica che tutte le 54 azioni previste dal piano varato nel 2015 sono state attuate o sono in fase di attuazione e sottolinea che:

“ciò contribuirà a rafforzare la competitività dell’Europa, a modernizzare la sua economia e la sua industria per creare posti di lavoro, a proteggere l’ambiente e a generare una crescita sostenibile”.

In Italia il Collegato Ambientale, contenente disposizioni in materia di normativa ambientale per promuovere la green economy e lo sviluppo sostenibile è entrato in vigore con la legge di stabilità 2016 e ha permesso che i principi dell’economia circolare entrassero a far parte dell’ordinamento Italiano.