Ecco quanto si perde andando in pensione nel momento sbagliato

10 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Migliaia di miliardi di dollari in fumo. Gli americani hanno perso, e stanno perdendo, una cifra altissima, 3.400 miliardi di dollari, circa 111.000 dollari per famiglia perché commettono un grande errore quando scelgono il momento per andare in pensione.

United Income, società di consulenza finanziaria, ha provato a simulare le decisioni degli americani su quando smettere di lavorare, valutando fattori come il reddito, la ricchezza, le imposte, lo stato di salute e la longevità. Ebbene dall’analisi, è emerso che il 96% degli americani sceglie l’anno sbagliato per andare in pensione.
I cittadini americani possono chiedere l’accesso alle prestazioni sociali già a 62 anni, ma se aspettano qualche anno di più, dice la ricerca, potranno essere ripagati, visto che per ogni anno in più che aspettano fino ai 70, l’assegno pensionistico cresce.
Un esempio su tutti: una persona che ha diritto ad un assegno mensile di 725 dollari a 62 anni potrebbe ottenerne uno più alto, di 1.280 dollari se decidesse di aspettare fino a 70 anni.

“Le persone stanno facendo il contrario di quello che dovrebbero fare”, ha detto Matt Fellowes, fondatore e amministratore delegato di United Income e co-autore della ricerca. Il momento in cui andare in pensione è una decisione chiave per gli americani, visto che circa la metà di essi ottiene la maggior parte del loro reddito proprio dalla previdenza sociale. La ricerca di United Income si basa su un campione di circa 2.000 famiglie che hanno partecipato ad uno studio condotto dall’Università del Michigan.

Secondo l’indagine, tuttavia, solo il 4% degli americani decide di lavorare fino a 70 anni, una cosa che dovrebbe essere invece fatta dal 57% dei lavoratori. United Income stima poi che il 92% dei lavoratori dovrebbe aspettare almeno fino ai 65 anni. La conclusione a cui arriva lo studio è chiara: se i lavoratori andassero in pensione al momento giusto, aumenterebbero le loro prospettive di sicurezza finanziaria.

Come decidere quando è il momento migliore per andare in pensione? Non c’è una risposta univoca sull’età migliore, visto che ciò che è giusto per una persona potrebbe non esserlo per un’altra. La verità è che se è impossibile sapere esattamente quale sia l’età migliore per la pensione, è possibile comunque prendere una decisione consapevole in modo da fare la scelta migliore.

Due fattori possono influenzare pesantemente questa decisione e riguardano da una parte il livello di risparmio accumulato e dall’altra l’aspettativa di vita.
Se si dispone di molti risparmi, non è necessario aspettare i 70 anni. Per chi invece ha pochi o nessun risparmio da parte e si aspetta che la pensione potrà compensare la maggior parte del proprio reddito, può essere opportuno aspettare fino ai 70 anni in modo da ottenere un assegno più alto secondo quanto emerge dal rapporto di United Income. Ma c’è un altro fattore chiave da considerare e riguarda l’aspettativa di vita. Se si ha ragione di credere che non si vivrà oltre i 70 anni o al massimo fino a 80, può avere senso richiedere prima l’accesso alla previdenza sociale in modo da poter godere dei benefici finchè si può.

Naturalmente, nessuno può prevedere esattamente quanto tempo vivrà ma facendo un check up della propria salute e verificando la storia sanitaria della propria famiglia, si può prendere una decisione più realistica. Secondo le stime della Social Security Administration oggi gli americani vivono più a lungo che in passato, con un terzo dei 65enni che dovrebbe raggiungere i 90 anni. Quindi per coloro che ritengono di trascorrere parecchi anni in pensione, aspettare un pò prima di smettere di lavorare può essere una buona idea.

Cosa fare allora? I ricercatori dicono che la migliore strategia prevede di avere un elevato tasso di risparmio fino ai 60 anni per garantirsi una maggiore sicurezza e un adeguato tenore di vita in futuro. Effettuando la scelta nel momento giusto, più della metà dei pensionati vedrebbe aumentare il reddito di oltre il 25% nell’arco della vita compreso tra i 70 e gli 80 anni.

Se tutti effettuassero la scelta corretta, conclude l’analisi, il tasso di povertà tra gli americani anziani passerebbe da circa il 13% al 7 per cento.