Ecco le 10 città americane dove lanciare una start-up

31 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Citizen-friendly, smart, metropolitane, aggressive, camaleontiche, universitarie, creative, tentacolari, business-oriented, melting-pot, le città americane sono un piedistallo per le start-up, nel segno di costruire, destrutturare, ricostruire verso il sogno americano.
Ma perché è più facile avviare una start-up in USA?

La complessità del territorio e la diversificazione delle aree urbane non impediscono di isolare alcuni fattori strutturali e altri più legati a una dimensione glocal.

Agevolazioni fiscali, basso livello del costo della vita, accesso facilitato a forme di finanziamento, burocrazia efficiente: non stupiscono, in sostanza, le caratteristiche principali che una città deve possedere per attrarre l’interesse di nuovi imprenditori.

Oltre a questi fattori, che potremmo considerare logici sebbene non facilmente riscontrabili per quanto riguarda il nostro Paese, ce ne sono altri meno scontati come la presenza di grandi aziende, di realtà universitarie all’avanguardia e business community consolidate e attive. Sono proprio questi ultimi fattori che sembrano incentivare lo spirito di imprenditorialità dei singoli accrescendo al tempo stesso le opportunità e creando un circolo virtuoso che porta ad un generale accorciamento dei tempi tra l’intuizione di un’idea e la sua realizzazione.

La città che investe sull’università spesso è identificata con l’ateneo stesso e grazie a questo, in molti centri, la popolazione istruita ad alti livelli supera percentualmente quella mediamente istruita. La presenza di business community che si legano in reti imprenditoriali, trait d’union tra major e realtà emergenti, generano un contesto di collaborazione e scambio reciproco; in questo modello organizzato, molti manager affermati si interessano a progetti che si potrebbero definire “grassroots”, o si staccano dalle grandi aziende per realizzare propri piani imprenditoriali in grado di trovare terreno fertile per trasformarsi, potenzialmente, nelle major del prossimo futuro.

Il facile reperimento di finanziamenti, inoltre, è una conditio sine qua non per agevolare il processo di sviluppo delle start-up. La proliferazione di incubatori e acceleratori di imprese permette ai progetti di strutturarsi dal basso verso l’alto usufruendo di sostegni, sedi, fondi.
Alcune metropoli poi subiscono particolari mutazioni genetiche, acquisendo così nuovi valori e rilanciandosi con altri modelli di capitalizzazione.
Ma quali sono le migliori 10 città americane per avviare una propria start-up? Uno studio di NerdWallet ne fa un elenco ragionato.

1. Oklahoma City (OK) – incoronata al primo posto da un sistema easy di prestiti e dal costo della vita più che sostenibile.

2. Miami (FL) – argento alla “città di plastica” di Nip’n Tuck, melting-pot e promettente. I cubani, argentini e colombiani presenti hanno un innato senso imprenditoriale e rivalutano lo spirito creativo del luogo. L’assenza di grandi multinazionali incoraggia i progetti innovativi.

3. Omaha (NE) – terzo gradino del podio, soprattutto per le istituzioni che supportano le start-up. Il network di aziende crea le condizioni per business multistrutturati.

4. Raleigh (NC) – città continentale del North Carolina dove risplendono Big Companies del settore tecnologico, medical, eco-sostenibile. Non mancano però imprese di abbigliamento e alimentazione.

5. Nashville (TN) – culla della musica country. Il settore medico è il principale business; al quinto posto grazie ad una bassa tassazione, le 6 università e per le agevolazioni ed i finanziamenti alle imprese.

6. Atlanta (GA) – oltre il 47% dei giovani dai 25 sono laureati. Il Georgia Tech, presso la Georgia University, è uno tra i più quotati incubatori d’impresa.

7. Austin (TX) – storica città dell’industria pesante e successivamente passata al settore tecnologico durante gli anni ’70 ’80, ha saputo diversificare i settori di business. Uno dei pochi stati privo di income tax su individui e società. Tuttavia il sistema di finanziamento privato lascia spazi per notevoli miglioramenti.

8. Seattle (WA) – Vicino al Canada, vicino ai boschi di Twin Peaks, è centro di pionieri di genialità internazionale. È la città di Bill Gates, di Starbucks, di Amazon, imprese stellari che fanno da calamita ai giovani talenti che vogliono creare qualcosa di proprio nei settori del fashion, design, gaming, grazie anche al sistema di finanziamento privato e ai network del business.

9. Denver (CO) – seconda città per livello di istruzione degli States. La rete consolidata di business communities adotta un clima collaborativo nei momenti di splendore come in quelli di crisi.

10. Memphis (TN) – la città di Elvis si appoggia su una solida working class e ha dato alla luce realtà come Piggly Wiggly, Holiday Inn o FedEx. Oltre alle iniziative per il supporto alle start-up, come incubatori e acceleratori di business, molti dei quali focalizzati sui settori tecnologico e medical, pur non avendo una grande presenza di angel investor, la città si appoggia sulle business community che coinvolgono soprattutto giovani provenienti anche da altre zone.

Dieci luoghi diversi e simili per insediare un sogno. L’economia americana sembra essere orientata sempre di più sul futuro e sulla via del possibile.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da La Repubblica – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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