E VAI COL CORPORATE BOND ALL’ITALIANA

13 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Nei prossimi giorni sarà il turno di Finmeccanica. Ma, dietro le quinte, tanti altri big di Piazza Affari e nomi noti del made in Italy stanno pensando di sfruttare la fase di grazia dei mercati finanziari per emettere un prestito obbligazionario: le voci raccolte dal Sole-24 Ore indicano gruppi del calibro di Mediaset, Mondadori, Autogrill e Benetton. Dopo che Campari ha dimostrato a tutti che anche senza un rating si può raccogliere una domanda di quasi 3 miliardi di euro tra gli investitori istituzionali di tutta Europa, si è aperta una corsa ai corporate bond. Le banche li propongono, il mercato li accoglie e le aziende trovano una fonte di finanziamento in tempi di credit crunch. Un boom che oggi fa comodo a tutti. Ma che domani potrebbe portare nuovi rischi di bolla.

Il prossimo bond in arrivo, sostengono gli operatori del mercato, dovrebbe essere quello di Finmeccanica. Il colosso aerospaziale non è certo un nome nuovo sul mercato: solo quest’anno, forte di tre rating non speculativi (A3/BBB/BBB), ha raccolto sul mercato circa 2 miliardi di euro. Ora dovrebbe tornare in campo: sul mercato si parla di una possibile emissione da 500 milioni di euro circa, per una scadenza compresa tra i 10 e i 15 anni. Ma non è questa la vera novità. L’elemento nuovo è che – per la prima volta dopo i default di Cirio, Giacomelli e Parmalat – sono tornati a pensare al mercato obbligazionario anche tante società italiane senza un rating. Quelle che fino a pochi mesi fa sarebbero state escluse dal mercato dei capitali. In campo potrebbero arrivare bond di Mediaset, Mondadori e Autogrill: non è escluso che già entro la fine dell’anno alcune operazioni, stimate sul mercato per importi non inferiori ai 300-400 milioni di euro ciascuna, possano concretizzarsi. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare accedendo alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 0.77 euro al giorno, provalo ora!

Le aziende – tutte chiamate dal Sole-24 Ore – da un lato hanno confermato di essere state contattate dalle banche le quali hanno proposto possibili emissioni obbligazionarie. Dall’altro, però, hanno anche dichiarato che nulla è deciso e che per ora si tratta solo di ipotesi. Anche perché per Autogrill le prime linee di finanziamento scadranno nel 2011: quindi, fanno sapere dalla società, non c’è nessuna fretta o necessità immediata. Una situazione analoga è quella di Mondadori: la casa editrice ha linee di credito committed (cioè garantite) a medio periodo pari al doppio del debito. Quindi nessun bisogno a breve. Secondo alcune voci di mercato il candidato più papabile per un eventuale bond sarebbe Mediaset, il cui conto economico e stato patrimoniale renderebbero assolutamente sopportabile l’emissione. Non è stato invece possibile avere un riscontro da Benetton.

Il fenomeno è ormai innescato e in pieno boom. Mai, dai tempi del crack di Cirio nel 2002, aziende senza rating che non fossero colossi come Eni, Enel o Telecom Italia avevano più pensato di emettere obbligazioni. Ma quando Campari ha rotto questo “tabù”, settimana scorsa, quello che sembrava un mercato estinto per il made in Italy è magicamente rinato. Eppure tanti addetti ai lavori storcono il naso di fronte a questo boom. Perchè da un lato la fame degli investitori istituzionali per le obbligazioni aziendali è attualmente “drogata” dall’enorme liquidità che le banche centrali hanno iniettato sul sistema. Dall’altro tra le aziende che hanno allo studio l’emissione di bond, non tutte hanno conti così solidi da poterselo veramente permettere. Insomma: gli investitori comprano, le società emettono le le banche – più zelanti a proporre bond che a erogare credito – ci guadagnano. Sembra la quadratura del cerchio. Finché dura.

Copyright © Il Sole 24 Ore. All rights reserved