E’ UNA CRISI PEGGIO DEL ’29, COLPA DEGLI STATI UNITI

7 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

Il presidente russo Dmitri Medvedev ha accusato la politica delle grandi compagnie e quella della maggiore economia mondiale, gli Usa, di star spingendo il mondo verso una crisi analoga a quella esplosa nel 1929.

”Per i mercati finanziari globali – ha detto il presidente inaugurando il forum internazionale di San Pietroburgo – il 2007 è stato uno degli anni più pesanti degli ultimi decenni, la crisi è la più profonda dalla grande depressione degli anni ’30. E’ dovuta alla sottovalutazione dei rischi da parte delle grandi compagnie e dalla politica aggressiva della maggiore economia mondiale.

Guarda il video: Medvedev: crisi colpa degli Usa

Ciò non ha solo portato a perdite nelle grandi compagnie, ma ha impoverito la maggioranza della popolazione mondiale. Vale non solo per i paesi in via di sviluppo, ma anche per i più ricchi. I ritmi della crescita mondiale sono bruscamente rallentati, e secondo alcune previsioni la crisi potrebbe ripetere il momento più nero nella storia mondiale, quando per alcuni anni certi paesi avevano un tasso di crescita a meno 5%”.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Soltanto questa settimana, e’ a META’ PREZZO! Approfitta di questa offerta speciale, clicca sul
link INSIDER

«Nel mondo – ha esordito -si manifestano sempre più evidentemente le conseguenze del conflitto fra globalizzazione e protezionismo. Alcuni paesi vogliono proteggere la propria sovranità economica, ottenendo il massimo vantaggio per i propri cittadini, senza dividere i vantaggi coi vicini. L’egoismo economico è in crescita». Quanto agli Usa, «il loro ruolo formale nel sistema economico mondiale non corrisponde alle loro reali possibilità, e questo è una delle cause della crisi globale corrente. Per quanto sia grande il mercato americano e per quando sia sicuro il sistema finanziario, non sono in grado di sostituire i mercati finanziari e commercial globali».La Russia vuole un ruolo di primo piano nell’economia globale, «non per ambizioni imperialistiche, ma perchè abbiamo le risorse e le capacità reali»: lo ha detto il presidente russo Dmitri Medvedev in un discorso di apertura del Forum economico internazionale di San Pietroburgo che si è rivelato un duro attacco alla politica statunitense.

«Le crisi di oggi – ha detto ancora il presidente russo – la penuria alimentare, la crescita dei prezzi per i beni di prima necessità e le catastrofi naturali che si verificano sempre più spesso dimostrano pienamente che il sistema di istituzioni alle sfide. Si registra un certo vuoto istituzionale. Mancano organismi internazionali per la soluzione dei problemi concreti. L’idea che un paese (gli Usa, ndr) possa prendersi il ruolo di governatore globale si è rivelata un’illusione.

Gli istituti internazionali, prima di tutto il Fondo monetario internazionale, di fatto non hanno leve per le strategie realizzate dai partecipanti al mercato. Ciò conferma la necessità di riformare l’architettura finanziaria globale». Medvedev ha proposto di tenere in Russia entro l’anno una conferenza internazionale con la partecipazione delle maggiori compagnie finanziarie e dei più noti analisti e ricercatori. «Una conferenza- ha detto – che potrebbe diventare un appuntamento regolare».