E’ ufficiale: l’immobiliare entra nella seconda fase di recessione

5 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – E’ ufficiale: negli Stati Uniti l’immobiliare e’ entrato nella seconda fase di recessione, o almeno cosi’ dicono i prezzi delle case, scesi ai livelli di marzo 2009. Era un evento inevitabile ed era gia’ stato predetto su queste pagine: un incremento delle vendite delle proprieta’ pignorate e le iniziative da parte delle banche per facilitare le vendite a prezzi scontati era ovvio che portassero a un tracollo di ampia portata del valore degli immobili.

Secondo un nuovo report pubblicato da Clear Capital le vendite delle unita’ abitative di proprieta’ delle banche hanno toccato un livello pari al 34,5% del mercato, il che si e’ tradotto in un ribasso del 4,9% dei prezzi su scala nazionale e una contrazione del 5% su base annuale.

Negli ultimi tre trimestri il valore e’ calato dell’11,5%: un tasso cosi’ alto non si vedeva dal 2008, in periodo di crisi subprime. Se si aggiunge il calo delle vendite di case, dove le banche consentono ai debitori di vendere per un valore inferiore al valore del mutuo relativo, allora i prezzi non possono far altro che scendere.

Con piu’ di un terzo delle vendite di case su scala nazionale che sono gestinte dalle banche (REO) – spiega Alex Villacorta di Clear Capital, i prezzi di mercato sono destinati a calare, con molti mercati e non solo i soliti sospetti California, Nevada, Michigan e Florida, che non hanno riguadagnato quella forza necessaria per resistere all’elevata proporzione di vendite Reo.

L’ultima volta che i prezzi sono calati con questa intensita’, tre anni fa, sono poi stati alimentati dal piano di stimolo governativo nella forma di agevolazioni fiscali. “Per chi spera in un fine d’anno solido bisogna avvisarlo che l’ultima volta che gli incentivi erano in vigore e che le case invendute erano a questi livelli, i prezzi sono crollati”, ricorda Villacorta.

Si profila un numero in aumento dei pignoramenti: sottoscrivere un mutuo e’ difficile per chi ha un reddito basso e i prezzi in calo non aiutano certo ad aumentare una gia’ bassa fiducia nel mercato immobiliare.