È ufficiale: Bloomberg in corsa per la Casa Bianca. Chi è l’ultimo sfidante di Trump

25 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

Dopo le indiscrezioni dei scorsi giorni, ieri, domenica 24 novembre, è arrivata la conferma ufficiale: l’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha annunciato la sua candidatura alla Casa Bianca per le prossime elezioni presidenziali americane nel 2020.

La decisione è stata comunicata tramite un post sul sito della sua campagna. “Corro per la presidenza per sconfiggere Donald Trump e ricostruire l’America” “Non possiamo permetterci altri quattro anni di azioni sconsiderate e non etiche del presidente Trump”, ha continuato Bloomberg. “Rappresenta una minaccia esistenziale per il nostro Paese e i nostri valori. Se vince un altro mandato in carica, potremmo non riprenderci mai dal danno”.

Da settimane si attendeva la conferma ufficiale della discesa in campo accanto ai Dem del magnate 77enne. Venerdì aveva presentato la candidatura formale alla Fec (Federal Election Commission), l’autorità Usa per le elezioni, un atto dovuto dopo che si era candidato alle primarie Dem in Alabama, Arkansas e Texas ma a cui mancava ancora l’ufficialità della decisione finale.

Bloomberg aveva flirtato con la presidenza già nel 2016, come indipendente, ma alla fine si era tirato indietro. La sua candidatura nelle fila dei democratici si propone com un’alternativa centrista a Joe Biden, in un campo di candidati democratici già molto affollato. Sono in molti a credere che Bloomberg possa dare filo da torcere a Trump in occasione della corsa alla Casa Bianca.

Chi è Michael Bloomberg

Nato a Boston nel 1942, Bloomberg si laurea nella prestigiosa Johns Hopkins University e, nel 1966, consegue un Mba a Harvard. Approda a Wall Street con la Salomon Brothers, diventandone partner nel 1972.

Nel 1968 fonda la Bloomberg Lp di cui controlla l’85%, un impero dell’informazione e dei dati finanziari utilizzato in tutto il mondo da banchieri, analisti, operatori di trading azionario. È grazie alla società che porta il suo nome che Bloomberg costruisce una fortuna. Con un patrimonio stimato in 55 miliardi di dollari circa, l’ex primo cittadino di New York spicca al nono posto nella classifica dei miliardari di Forbes.

Dopo il successo imprenditoriale si è buttato in politica. Si è candidato a sindaco di New York nel 2001, correndo come repubblicano in una città notoriamente democratica. E’ stato non solo eletto ma anche riconfermato per altre due volte alla guida della città, fino 2013. Durante il suo secondo mandato, abbandonò il partito repubblicano diventando indipendente fino al 2018 quando si è iscritto al partito democratico.

Conservatore sul fronte economico, Bloomberg, sostiene istanze liberal sui temi sociali e ambientali. È percepito come un centrista da Wall Street, che considera Warren e Sanders due democratici troppo liberal per guidare il Paese.