E’ TEMPO DI INVESTIRE SULL’INQUINAMENTO DA ANIDRIDE CARBONICA

10 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia
*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Come era prevedibile il protocollo d’intesa sul clima approvato all’unanimità nella prima giornata del vertice del G8 ha subito un brusco stop da parte dei paesi del Bric. L’intesa raggiunta dagli Otto che prevede la riduzione del 50% delle emissioni di CO2 entro il 2050 e il contenimento del riscaldamento del pianeta entro i due gradi centigradi è stata ritenuta insufficiente dall’Onu ma soprattutto è stata bocciata dalla Cina.

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Secondo il direttore del servizio stampa e informazione del ministero degli esteri cinese Ma Daoxu, la Cina – ha ancora una lunga via da percorrere sulla strada dell’industrializzazione, urbanizzazione e modernizzazione. La sua attuale forma di approvvigionamento energetico legato ad un mix di sorgenti dominato dal carbone non può cambiare in tempi rapidi, rendendo il compito di controllare e ridurre le emissioni di gas serra più duro e difficile – In questo contesto e con un timing invidiabile si inserisce la quotazione in Borsa Italiana di un prodotto di investimento che permette di investire sull’anidride carbonica come se si trattasse di una materia prima qualsiasi.

Il prodotto in questione, che potrebbe interessare a tutti coloro che seguono con un occhio i mercati finanziari e con l’altro le vicende legate alla salute del pianeta, è un certificato di investimento commercializzato da Banca IMI (emittente del gruppo Intesa Sanpaolo) con il nome Reflex. Il certificato, il primo nel suo genere quotato in Italia, è strutturato per offrire un’esposizione diretta all’andamento dei contratti future EUA ( European Units Allowances ), cioè i future sui diritti a immettere nell’ atmosfera tonnellate di anidride carbonica. La Borsa del carbonio prevede lo scambio di quote di CO2 tra oltre 11mila imprese entro un tetto stabilito a livello europeo e nazionale.

A ogni azienda viene a sua volta assegnato un tetto, espresso in quote che possono essere scambiate. Chi è riuscito ad emettere meno anidride carbonica del tetto previsto, vende questo risparmio a chi non c’ è riuscito, che si compra, così, il diritto ad emetterne. In particolare, il contratto utilizzato come sottostante di riferimento dal certificato è scambiato sull’ICE ( Intercontinental Exchange), il mercato elettronico che ha sede ad Atlanta su cui vengono negoziate diverse commodity agricole ed energetiche.

Ma come funziona questo certificato? il Reflex , quotato sul SeDeX con il codice ISIN IT0004506389, prevede una scadenza al 30 marzo 2012 ed è agganciato direttamente al future ECX EUA con scadenza dicembre 2009. Il future, peraltro, essendo espresso in euro, non rende necessaria la conversione del tasso di cambio che invece riguarda la maggior parte dei contratti future scambiati sulle Borse merci americane. Tornando al funzionamento del certificato, negoziabile con importi minimi di poche decine di euro, questo non fa altro che seguire linearmente le variazioni del contratto future.

Rispetto all’investimento diretto nel future, peraltro inaccessibile agli investitori italiani, si deve però tenere conto di un costo (spread tra prezzo di acquisto e vendita sul mercato) dello 0,5% circa da sostenere esclusivamente nella fase di acquisto. Nella pratica, se il future sulle emissioni di CO2 quotasse 13,50 euro, si avrebbe la possibilità di comprare il certificato ad un prezzo di 13,53 euro e rivenderlo al market maker a 13,46 euro. Ipotizzando un rialzo del future a 14 euro, il Reflex si muoverebbe di pari passo riconoscendo l’intero guadagno all’investitore.

Tutto questo vale però fino a quando, in occasione della scadenza del contratto future di dicembre 2009, non sarà necessario procedere al rollover, ossia al passaggio del contratto future dalla scadenza 2009 a quella 2010. A quel punto, infatti, la partecipazione all’andamento del future, attualmente lineare, diverrà meno che proporzionale anche se la differenza potrebbe essere minima ( dipenderà tutto dalla differenza di valore tra i due contratti).

Il rollover, ad ogni modo, viene gestito direttamente dall’emittente e sebbene il contratto future sulle emissioni di CO2 venga regolato solo una volta l’anno, nel mese di dicembre, si deve tenere conto di una commissione percentuale dello 0,45% applicata sul contratto future in uscita, con un minimo di 0,04 euro. Come spiegato dall’emittente – la scelta del multiplo del certificato sulla CO2 non è stata casuale ma volta a facilitare la capacità con cui il derivato replica esattamente il future sottostante.

Un multiplo pari a 1 garantisce infatti maggiore trasparenza e facilità di paragone tra il certificato e il sottostante . La partecipazione va considerata come è stato fatto finora sui precedenti Reflex, con la differenza che una frequenza di rollover annuale consente agli investitori di godere di una finestra temporale ben più lunga entro la quale la parità del certificato non viene modificata e il rendimento ottenuto dall’investimento diretto nel derivato è frutto unicamente dell’andamento del future sottostante –

Dando infine uno sguardo all’andamento del future negli ultimi dodici mesi si evidenzia un netto incremento delle posizioni aperte; tuttavia, per contro, si registra un deciso calo dal prezzo record di 30,90 euro per tonnellata di CO2 toccato esattamente un anno fa. A fine 2008 il prezzo dell’EUA era sceso fino a 15 euro e il 12 febbraio scorso è stato toccato il minimo a 8,20 euro per tonnellata metrica; adesso il contratto vale circa 13,70 euro.

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