E’ ORA DI VENDERE TITOLI SOPRAVVALUTATI – ANALISTA

2 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Sono molti gli investitori che tengono in portafoglio titoli gia’ sopravvalutati, ma che non osano vendere ora perche’ il mercato e’ in calo.

John Dorfman, presidente della societa’ di consulenza finanziaria Dorfman Investments, suggerisce di liquidare alcune azioni troppo gonfiate prima che ritornino a valori piu’ realistici.

Sebbene l’indice Dow Jones Industrial Average abbia segnato un ribasso dell’8,4% nelle ultime due settimane di gennaio, e’ pur vero che era comunque in rialzo del 16% rispetto all’anno scorso e del 178% rispetto a cinque anni fa, dice Dorfman.

Questo e’ quindi il momento di disfarsi di titoli che sono piu’ che raddoppiati negli ultimi dodici mesi o che sono valutati di oltre 50 volte gli utili o di oltre dieci volte le vendite o il valore di libro.

Dorfman punta il dito a varie societa’.

Innanzitutto Qualcomm (QCOM). Il titolo viene trattato a 139,25 dollari, ad un livello pari a 165 volte gli utili, 22 volte le vendite e 24 volte il valore di bilancio (ovvero il patrimonio netto diviso per il numero di azioni ordinarie). Quote pericolosamente alte se si considera che l’alone di invincibilita’ si e’ ridimensionato; Qualcomm e’ infatti sceso del 16% dopo la notizia che le spedizioni di chip e di telefoni cellulari diminuiranno nel secondo trimestre.

E poi Oracle Corp. (ORCL), il piu’ grosso produttore di software per banche dati. Il prezzo del titolo, a 55,88 dollari, rappresenta un livello pari a 102 volte gli utili, 41 volte il valore di bilancio e 15 volte le vendite. Negli ultimi cinque anni il rapporto prezzo-utili si e’ mediamente attestato a 41.

Troppo per l’esperto finanziario di Boston, che suggerisce di disinvestire anche in Sun Microsystems (SUNW), il produttore di computer che ora appare troppo sopravvalutato con una valutazione di 99 volte quella degli utili a quota 80,94 dollari.

Un altro titolo del settore computer su cui converrebbe incassare, dice Dorfman, e’ Texas Instrument (TXN), perche’ sebbene gli analisti ne prevedano una crescita degli utili del 22% annuo nei prossimi cinque anni, sulla base che i suoi processori digitali sono installati su circa la meta’ dei telefoni cellulari, questo non ne giustifica il prezzo attuale di 117 dollari rispetto ai recenti utili.

Un settore caldo attualmente e’ quello biotecnologico ma, se altri titoli sono destinati a crescere, non si puo’ dire altrettanto di Immunex Corp. (IMNX).
La societa’ biofarmaceutica che produce medicinali per la lotta contro il cancro e malattie immunologiche, ha registrato buone vendite pari a 162 milioni di dollari nell’ultimo trimestre, e utili pari a 9 centesimi per azione, ma il titolo e’ passato da 4 dollari di cinque anni fa ai 133,75 dollari attuali, triplicando il proprio valore nell’ultimo anno.

Dorfman non risparmia nemmeno i titoli dei media e farebbe cadere l’ascia su TV Guide (TVGIA) che, sebbene ora sia ignorata dagli investitori che aspettano la decisione dell’antitrust sulla sua acquisizione da parte di Gemstar International Group (GMST), e’ valutata 39,38 dollari, pari a 172 volte gli utili; e su Univision Communications (UVN), il piu’ grosso operatore televisivo in lingua spagnola.

Dorfman considerava quest’ultimo sopravvalutato in ottobre, quando vendeva a 82 dollari. Ora ha superato quota 109 dollari e viene osannato dagli analisti perche’ la popolazione ispanica negli Stati Uniti e’ in crescita e nei prossimi cinque anni Univision potrebbe registrare un aumento del 29% degli utili.

Dorfman per’ va contro ogni previsione, sostenendo che una simile crescita e’ difficile da sostenere.