E’ MORTO MARK PITTMAN, IL GIORNALISTA CHE OSO’ SFIDARE BEN BERNANKE

30 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Mark Pittman, il celebre reporter finanziario che ha osato sfidare la Federal Reserve uscendo vincitore da un’intensa battaglia legale, se n’e’ andato il 25 novembre scorso all’eta’ di 52 anni presumibilmente per una malattia al cuore. L’esatta causa del decesso del giornalista d’assalto, che aveva previsto il collasso del sistema finanziario americano, e’ ancora da chiarire, stando a quanto riferito dal suo amico William Karesh, vice presidente del programma Global Health della societa’ Wildlife Conservation, con sede nel Bronx. E’ un giallo anche questo? Nel 2007 l’ex reporter di Bloomberg News ha scritto diversi articoli in cui viene predetto lo scoppio della crisi. Quell’anno Pittman ha vinto il Gerald Loeb Award della UCLA Anderson School of Management, il premio piu’ importante in ambito di giornalismo finanziario, grazie ad una raccolta di pezzi sul settore dei mutui Usa intitolata “Wall Street’s Faustian Bargain”.

“E’ stato uno dei piu’ grandi giornalisti finanziari dei nostri tempi”, ha dichiarato Joseph Stiglitz, professore della Columbia University di New York e vincitore del premio Nobel per l’Economia nel 2001. “La sua scomparsa e’ qualcosa di scioccante”. La battaglia di Pittman per rendere piu’ trasparenti le attivita’ della Fed si e’ conclusa con una vittoria legale, il 24 agosto scorso. La Corte Federale di Manhattan ha stabilito che e’ un sacrosanto diritto dei cittadini quello di sapere dove finiscono i $2000 miliardi prestati dalla Banca Centrale alle societa’ finanziarie.

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“Chi ha fatto causa alla Fed? Un solo giornalista in tutto il pianeta”, ha detto Emma Moody, giornalista del Wall Street Journal che ha lavorato a fianco di Pittman per l’agenzia di stampa Bloomberg. “Piu’ era complicata la questione e piu’ voleva saperne di piu’. Qualche hanno fa ci ha costretti a imparare cos’erano i credit default swap”. “Non credo che la gente abbia capito che l’America e’ veramente diventata come un grande casino'”, così aveva detto il celebre reporter finanziario commentando la crisi in un’intervista inclusa nel documentario American Casino’, film presentato nell’edizione di quest’anno del Tribeca Film Festival e in cui Pitmman interpreta uno dei ruoli da protagonista.

Il suo articolo del 2007 dal titolo “S&P, Moody’s Hide Rising Risk on $200 Billion of Mortgage Bonds”, ha colpito nel segno, attirandosi le critiche, tra gli altri, di Portfolio.com, che accuso’ Pittman di “tentare di giocare al gatto e il topo con le agenzie di rating”. Un gioco definito “dannoso”. Ma le indagini di Pittman si sono rivelate preveggenti. Cosi’ come lo sono stati i suoi articoli sulle attivita’ di esportazione dei mutui tossici delle banche Usa all’estero, sul ruolo del Segretario del Tesoro Paulson nella creazione di quegli asset in difficolta’ ai tempi in cui siedeva nella poltrona di Amministratore Delegato di Goldman Sachs e sul piano di salvataggio federale del colosso assicurativo American International Group.

“Si e’ occupato della crisi prima ancora del suo scoppio”, commenta Gretchen Morgenson, l’editorialista finanziario del New York Times vincitore del premio Pulitzer. “E’ stato il migliore tra quelli che hanno cercato di indagare e intrufolarsi nel complesso sistema dei titoli derivati di Wall Street. Era in grado di spiegare le implicazioni di essi ai lettori di qualsiasi livello sociale. Il suo lavoro investigativo durante la crisi ha fissato gli standard da seguire per gli altri reporter di tutto il mondo. E’ stato un gigante”. Poco prima della sua morte, tra i messaggi in uscita inviati da Pittman ve n’e’ uno che riporta ad un link ad una foto in bianco e nero del chitarrista di musica folk Woody Guthrie. La scritta nello strumento di Guthrie recita: “Questa macchina uccide i fascisti”.

Fonte: Bloomberg