È il giorno della Fed, le attese degli analisti

10 Giugno 2020, di Mariangela Tessa

Dopo la BCE, i mercati attendono i risultati della due giorni di riunione della Federal Reserve che, stando ai pronostici degli analisti, non toccherà i tassi Usa ma potrebbe fornire un quadro aggiornato sulle prospettive dell’economia, anche dopo gli ultimi dati incoraggianti sull’occupazione.

A questo proposito ricordiamo che, nel mese a maggio, l’economia americana ha aggiunto oltre 2,5 milioni di posti di lavoro ed il tasso di disoccupazione è sceso dal 14,7% al 13,3%. Un dato inatteso, che si è aggiunto a diversi indicatori già positivi, e che rafforza l’ottimismo di coloro che guardano con fiducia alla ripresa dell’economia e puntano sul fatto che gli effetti peggiori della pandemia da coronavirus siano oramai alle spalle.

François Rimeu, senior strategist, La Française AM, si aspetta “un  peggioramento delle proiezioni macro-economiche con un tono molto prudente, con un outlook che continuerà a segnalare “rischi considerevoli”. In particolare, “la previsione sull’inflazione sarà inferiore all’obiettivo (2%) almeno sino alla fine del 2021“.

Per quanto riguarda e politiche monetarie non convenzionali, spiega Rimeu:

“ci aspettiamo un approccio “wait and see”. Riteniamo che i membri vorranno aspettare settembre, in attesa di maggiore chiarezza sul fronte macroeconomico prima di impegnarsi a qualsiasi altro nuovo piano di stimoli. Abbiamo la sensazione che le attese del mercato su questo meeting potrebbero forse essere un po’ troppo alte e non saremmo sorpresi se assistessimo a una reazione negativa del mercato sui tassi USA di lungo termine (tassi più alti) durante/dopo la riunione”.

Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM,

“La Fed è ancora lontana dal raggiungere i suoi obiettivi di inflazione e piena occupazione, e crediamo che in questo meeting, sebbene la banca centrale statunitense si asterrà dall’annunciare nuove misure, il presidente Powell farà in modo che gli analisti comprendano che la politica monetaria rimarrà estremamente accomodante per un periodo di tempo molto lungo.
Ci aspettiamo alcuni commenti sulla forward guidance, ovvero che i tassi di interesse restino a livelli molto bassi per molto tempo. Per quanto riguarda i dati sull’occupazione del mese scorso, il calo del tasso di disoccupazione – nonostante alcuni problemi di misurazione riscontrati anche ad aprile – suggerisce che in concomitanza con la graduale riapertura, il mercato del lavoro sta migliorando e continuerà a migliorare nei prossimi mesi”.

Per quanto riguarda invece il mercato del lavoro, Jung spiega che:

“La nostra view sui dati relativi all’occupazione di maggio è duplice. Anzitutto, il crollo dell’attività economica nel secondo trimestre sarà meno severo, il che significa che anche il rimbalzo nel terzo trimestre sarà meno spettacolare. In secondo luogo, ci aspettiamo che la Federal Reserve non si faccia influenzare dal miglioramento dei dati sul mercato del lavoro”.

Pur negando il ricorso a tassi d’interesse negativi, finora la Federal Reserve non ha fatto mancare il proprio supporto ai mercati. Oltre al netto taglio dei tassi (ora in area 0-0,25%), la Fed ha varato un piano di acquisto di titoli per 750 miliardi di dollari che comprende anche ETF sui bond high yield.