È il giorno della BCE, fari accesi su green bond e target inflazione

23 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

Fari del mercato puntati oggi sulla seconda riunione di politica monetaria della Bce sotto la guida di Christine Lagarde. Secondo le previsioni del mercato non dovrebbero emergere novità sul fronte di politica monetaria ma l’attesa è per il lancio ufficiale della strategic review già preannunciata nella riunione di dicembre.

Al centro della revisione vi sarà la definizione di stabilità dei prezzi e la valutazione di quali strumenti debbano essere utilizzati per perseguirla. La definizione è già cambiata nel tempo passando da “sotto il 2%” a “sotto ma vicino al 2%” e secondo alcuni economisti potrebbe ora passare a una formula tipo “vicino al 2%” in modo da consentire sforamenti tanto al ribasso quanto al rialzo.

Nell’ambito della review verranno consultati membri del Parlamento europeo ma anche rappresentanti della comunità accademica oltre che della società civile. Quest’ultimo aspetto risulta particolarmente importante alla luce del fatto che la società civile non è affatto convinta della necessità di far crescere i prezzi. Per i lavoratori a basso reddito, anzi, i prezzi crescono già troppo rapidamente anche senza avvicinarsi ufficialmente al target della banca centrale.

Nelle intenzioni della Bce la strategic review dovrebbe terminare entro fine anno, periodo durante il quale la posizione di politica monetaria, salvo imprevisti, dovrebbe rimanere invariata.

Verso green bond?

Tema altrettanto scottante è quello riguardante l’ambiente. La questione, al centro del dibattito del World Economic Forum di Davos, è divenuta di rilievo, dopo che l’Unione Europea si è impegnata a diventare il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero entro il 2050.

Non c’è dubbio che per Lagarde si pone la questione su come può fare la Bce nel concreto a combattere i cambiamenti climatici. La mossa più audace, secondo alcuni analisti, sarebbe quella di favorire il cosiddetto green bond all’interno del programma di Quantitative Easing attuale, o per contro scoraggiare i bond emessi da società che effettuano investimenti ad alta intensità di carbone.