E’ crisi di governo. Monti si dimetterà. Elezioni il 24 febbraio

8 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

ROMA – Il Presidente del Consiglio non ritiene possibile l’ulteriore espletamento del suo mandato e ha di conseguenza manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni. E’ un passaggio della nota diffusa dal Quirinae al termine dell’incontro tra Giorgio Napolitano e Mario Monti.

GOVERNO:DA NAPOLITANO COMPRENSIONE PER DECISIONE MONTI – Da parte del presidente Napolitano c’é una doverosa presa d’atto della decisione del presidente del Consiglio e comprensione per le sue motivazioni. E’ quanto si sottolinea in ambienti del Quirinale in merito all’annunciata decisione del premier Monti di dimettersi.

MONTI ACCELERA SU L.STABILITA’; IPOTESI VOTO A FEBBRAIO – Il premier Mario Monti intende avviare quanto prima i contatti con i partiti per verificare disponibilità e tempi dell’approvazione della legge di stabilità. Il tutto in un’ottica di accelerazione che potrebbe portare al voto in febbraio, anziché a marzo come finora ipotizzato. E’ quanto si apprende in ambienti vicini al governo.

MONTI, NON MI FACCIO IMPALLINARE; E RIFLETTE SU LISTA – Dietro la decisione di Mario Monti di dimettersi una volta verificata la possibilità di approvare quanto prima la legge di stabilità, c’é la volontà di non farsi ulteriormente “impallinare, né logorare”. E’ quanto riferiscono fonti che hanno potuto parlare con il presidente del Consiglio, dopo il colloquio al Quirinale. Le stesse fonti, interrogate in merito alla possibilità che il premier scenda direttamente in campo nella campagna elettorale, magari con una propria lista, rispondono: “Su questo ancora nessuna decisione è stata presa”. Facendo capire che una riflessione è in corso.

{ARTICLEIMAGE] MONTI A NAPOLITANO, DICHIARAZIONI ALFANO ATTO SFIDUCIA – Il Premier ha rilevato che la dichiarazione resa ieri in Parlamento dal Segretario del PdL on. Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione. E’ quanto scritto nella notta diffusa dal Quirinale dopo l’incontro tra il professore e Napolitano.

NAPOLITANO RICEVE MONTI; PROF,DIMISSIONI DOPO L.STABILITA’ – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha stasera ricevuto al Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Senatore Mario Monti. Il Presidente della Repubblica – si legge in una nota diffusa dal Colle – ha prospettato al Presidente del Consiglio l’esito dei colloqui avuti con i rappresentanti delle forze politiche che avevano dall’inizio sostenuto il Governo e con i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Il Presidente del Consiglio ha dal canto suo rilevato che la successiva dichiarazione resa ieri in Parlamento dal Segretario del PdL on. Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione. Il Presidente del Consiglio non ritiene pertanto possibile l’ulteriore espletamento del suo mandato e ha di conseguenza manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni. Il Presidente del Consiglio – è scritto sempre nel comunicato- accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l’esercizio provvisorio – rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo – siano pronte a concorrere all’approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio. Subito dopo il Presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei Ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica.

GOVERNO: FINI, DA MONTI ALTO SENSO ISTITUZIONI – “La decisione di Monti di dimettersi gli fa onore. Dimostra alto senso di responsabilità istituzionale”. Lo dichiara il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini.

BERSANI,DA MONTI ATTO DIGNITA’, SUBITO L.STABILITA’ – “Di fronte all’irresponsabilità della destra che ha tradito l’impegno assunto un anno fa davanti al paese, aprendo di fatto la campagna elettorale, Monti ha risposto con un atto di dignità che rispettiamo profondamente. Noi siamo pronti ad operare per l’approvazione nei tempi più rapidi della legge di stabilità”. Così Bersani.

ALFANO, PRONTISSIMI A SI’ RAPIDO L. STABILITA’ – “Siamo prontissimi a votare il disegno di legge di stabilità stringendo i tempi. Anche qui sta la nostra responsabilità esattamente come avevamo preannunciato a Napolitano e formalmente affermato in Parlamento. Noi ci siamo, Bersani in questo momento così delicato sospenda i toni da campagna elettorale”. Lo afferma il segretario del Pdl, Angelino Alfano.

CASINI, BENE MONTI CHE NON VUOLE GALLEGGIARE – “Chi pensava di costringere Monti a galleggiare ora è servito”. Lo scrive Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, su Twitter.

MARONI, MONTI SI DIMETTE, EVVIVA! BRAVO ALFANO – “Monti si dimette, EVVIVA!!! Fine dell’anomalia democratica. Bravo Alfano, avanti così, fino in fondo”. Così Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, su Twitter.

BOCCHINO (FLI), SIAMO CON MONTI,ADESSO CAMBIA TUTTO – “Siamo col presidente Monti. Da Berlusconi e Alfano atteggiamento irresponsabile che ci espone a grandi rischi. Adesso cambia tutto”. Lo scrive su Twitter il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino.

SANTANCHE’ (PDL), DIMISSIONI MONTI? RISULTATO DEL CAV. – Dimissioni di Monti? E’ il primo risultato che ha già ottenuto Berlusconi. E’ un gesto che apprezzo molto. Dell’ultimo anno di azione di Monti questo è il gesto che apprezzo di più. Ha fatto la cosa giusta”. Così è intervenuta Daniela Santanché stasera nel corso della puntata di In Onda su La7.

DOZZO (LEGA), MONTI SI DIMETTE? BUONA NOTIZIA – “La notizia dell’intenzione del presidente del Consiglio, Mario Monti, di rassegnare le dimissioni è una buona notizia per tutti i cittadini e, in particolare, per la Lega Nord, unica forza di opposizione che ha sempre contrastato il Governo tecnico fin dal primo giorno del suo insediamento”. Lo afferma il presidente dei deputati della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo.

BERLUSCONI, ENTRO IN GARA PER VINCERE – ”Entro in gara per vincere”, sottolinea il leader del Pdl. ”Anche quando facevo sport, lavoravo, studiavo, non sono mai entrato in una gara per ottenere un buon posizionamento, ma sono sempre entrato in gara per vincere”. “Era chiaro a tutti che ci volesse un leader riconosciuto, abbiamo cercato un Berlusconi del ’94 e non lo abbiamo trovato, ma non e’ che non lo abbiamo cercato, lo abbiamo cercato eccome, ma ‘el ghe no'”, afferma, a proposito della leadership del Pdl.

“Non so con che legge elettorale si andrà a votare, io spero ancora che verrà cambiata e speriamo si possa fare. C’é poco tempo, ma ce n’é a sufficienza”, aggiunge. “Tutti i voti dati non alla maggior forza dei moderati in campo ma ad altre liste, non solo sono inutili, ma anche dannosi, perché sono voti contro se stessi”. “Bersani ha già cominciato la campagna elettorale, secondo me noi abbiamo dato prova di grandissima responsabilità”: così Berlusconi replica al segretario del Pd Pier Luigi Bersani che lo aveva definito “irresponsabile”.

Il Cavaliere torna ad attaccare i giudici. “Guardo alla magistratura con un grandissimo senso di paura, perché siamo nelle mani di una magistratura assolutamente onnipotente e direi irresponsabile”. Berlusconi ricorda la “condanna per evasione fiscale di 3 milioni: mentre facevo il presidente del consiglio in due anni in cui il mio gruppo ha versato 567 milioni di tasse al fisco”. L’ex premier spiega che “la giustizia con cui noi abbiamo a che fare tutti i giorni è veramente malagiustizia”.

SENATORI PDL, DA MONTI GRAVE SCORRETTEZZA – ” Da Monti grave scorrettezza, ha governato soprattutto grazie a noi”. “E’ scorretto che il presidente Monti, nominato da Berlusconi commissario europeo, a capo di un governo tecnico nato solo grazie al nostro senso di Stato , faccia riferimenti subliminali e prenda parte al dibattito politico : chiude in maniera ingloriosa il suo andato Lo affermano i senatori Antonio Gentile e Guido Viceconte, già sottosegretari all’economia e alla cultura. “Il nostro senso delle istituzioni ha dato fiducia a un governo nel quale il Pd cercava di fare maggioranza e opposizione, contestando in piazza i provvedimenti che votava Il capo del Governo tecnico avrebbe dovuto lamentarsi del fatto che uno dei suoi detrattori principali, l’on Vendola, sia alleato privilegiato del Pd- conclude la nota- e non entrare a gamba tesa nella contesa politica: si candidi e si sottoponga al giudizio degli elettori e prenda atto che oltre al rigore non ha prodotto alcuno sviluppo”.

Il Presidente Napolitano confida – nel rispetto delle diverse sensibilita’ e posizioni politiche – che risulti possibile un percorso costruttivo e corretto sul piano istituzionale, nell’interesse del paese e della sua immagine internazionale. Lo si legge nella nota diffusa dal Quirinale dopo gli incontri di oggi con i partiti.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riceverà nel pomeriggio di sabato il presidente del Consiglio, Mario Monti. Lo rende noto il Quirinale.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si legge nella nota, ha ricevuto questa mattina il segretario e i presidenti dei gruppi parlamentari del PdL che gli hanno illustrato la decisione assunta dal loro partito di considerare conclusa l’esperienza del governo Monti. Al tempo stesso essi hanno espresso il fermo intendimento di contribuire a un’ordinata conclusione della legislatura, anche in vista di adempimenti inderogabili relativi al bilancio dello Stato, riservandosi di decidere l’atteggiamento da tenere in Parlamento su ogni altro provvedimento già all’esame delle Camere. Il Capo dello Stato, dice ancora la nota, ha di conseguenza ritenuto necessario ricevere e ascoltare i rappresentanti delle altre forze politiche che hanno in Parlamento sorretto con la loro fiducia il governo Monti, al fine di verificarne l’orientamento in ordine all’ulteriore sviluppo – nelle nuove condizioni determinate dalla decisione del PdL – dell’attività legislativa. Il Presidente della Repubblica ha inoltre esaminato concretamente, sia con il Presidente del Senato che successivamente con il Presidente della Camera, le prospettive già delineate nei rispettivi calendari. Di tutto ciò il Capo dello Stato darà al più presto puntuale ragguaglio al Presidente del Consiglio per discuterne con lui tutte le implicazioni. Il Presidente Napolitano confida – nel rispetto delle diverse sensibilità e posizioni politiche – che risulti possibile un percorso costruttivo e corretto sul piano istituzionale, nell’interesse del paese e della sua immagine internazionale.

PDL DICE SI’A L.STABILITA’, RISERVA SU ALTRI TEMI – I rappresentanti del Pdl “hanno espresso il fermo intendimento di contribuire a un’ordinata conclusione della legislatura, anche in vista di adempimenti inderogabili relativi al bilancio dello Stato, riservandosi di decidere l’atteggiamento da tenere in Parlamento su ogni altro provvedimento già all’esame delle Camere”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale dopo gli incontri avuti oggi dal presidente Giorgio Napolitano con le forze politiche di maggioranza”. “Consideriamo conclusa l’esperienza di questo governo. Questo non ha nulla a che fare con la persona di Monti, con il suo servire le Istituzioni e con con sua lealtà nelle forze politiche e con noi in particolare”.Cosi’ oggi il segretario del Pdl Angelino Alfano in aula alla Camera. “Ieri non abbiamo votato la sfiducia” al governo “perché avremmo causato l’abisso dell’esercizio provvisorio. Vogliamo concludere ordinatamente questa legislatura” senza strappi e senza “mandare le istituzioni e il Paese allo scatafascio”.

DELEGAZIONI A COLLE IPOTIZZANO ROAD MAP, ITER SNELLO – Diventa sempre più concreta l’ipotesi di un’election day il 10 marzo con le elezioni della Lombardia e magari del Molise insieme alle politiche. E’ quanto si apprende da ambienti della maggioranza che si sono incontrati oggi con Napolitano. Ma le stesse fonti precisano che il Capo dello Stato vorrebbe che le Camere lavorassero ancora a provvedimenti considerati importanti come il decreto Ilva, quello sulle province, la delega fiscale e anche la legge elettorale. Napolitano sarebbe tornato a parlare della necessità di riformare il ‘Porcellum’, ma senza insistere troppo perché Pd e Pdl gli avrebbero fatto presente che o si arriva ad un accordo a prova di bomba oppure sarebbe stato controproducente insistere sul tema. La delegazione del Pd avrebbe sostenuto che mettere troppa carne al fuoco con il Pdl, che di fatto “ha cominciato la campagna elettorale”, potrebbe rivelarsi dannoso per il governo, per il rischio di continui ostacoli in Parlamento, e indebolire l’immagine di Monti.

In più, il partito di Bersani sarebbe stato chiaro su un punto: non c’é nessuna intenzione di lasciare la campagna elettorale solo nelle mani dei pidiellini. Su tutti i provvedimenti, cioé, i Democratici sarebbero pronti a far sentire la propria voce qualora dovessero nutrire delle perplessità. Così, alla fine, sia dal fronte Pd, sia da quello del Pdl sarebbe emerso un invito a chiudere in fretta, “il prima possibile”. Alcuni hanno proposto anche “entro dicembre”. L’ipotesi più probabile, però, allo stato, è che le Camere si sciolgano a metà gennaio per andare a votare il 10 marzo. Nel frattempo, secondo quanto si apprende, si starebbe valutando anche l’ipotesi di un intervento di Monti alle Camere per tentare di rasserenare un po’ il clima, per riportare tutto sui giusti binari. (ANSA)

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Roma – Nel tentativo di arginare la crisi di governo apertasi ieri con l’astensione del PdL al voto di fiducia al Senato, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Segretario Nazionale de “Il Popolo della Libertà”, Angelino Alfano, con i Presidenti dei Gruppi Parlamentari del Senato della Repubblica, Maurizio Gasparri, e della Camera dei Deputati, Fabrizio Cicchitto.

Gli incontri fanno parte degli “utili accertamenti” che il Capo dello Stato ha annunciato ieri dopo lo strappo del Pdl nei confronti del governo. Il segretario del PdL intervenuto a Montecitorio ha detto che “l’esperienza di governo puo’ dichiararsi conclusa”, ma che “vogliamo concludere ordinatamente la legislatura”.

Il capo dello stato vedra’ anche i leader delle fazioni che sostengono ancora l’operato dell’esecutivo Monti, l’Udc di Casini e il PD di Bersani, entrambi molto critici sulla presa di posizione avventata del PdL.

Se la prima forza di maggioranza fa sul serio, dopo essersi rifiutato per la prima volta dall’insediamento del professore della Bocconi di partecipare al voto di fiducia sul decreto di Sviluppo, il rischio e’ che si materializzi un blitz per fare cadere il governo tecnico prima delle elezioni di primavera.

Il primo ministro Mario Monti e’ partito stamani per Milano dopo aver ricevuto il via libera del Quirinale al termine dell’incontro con il segretario del Pdl Alfano, secondo quanto riferito a Reuters da fonti politiche.

Ma quali saranno le possibili conseguenze sull’economia italiana? Non si sono ancora viste in maniera netta e insistita sul mercato dei titoli di stato le pressioni dal fronte politico, ma si vedranno lunedi’ alla riapertura della borsa di Milano. Il mercato internazionale e i partner europei sono alla finestra e il clima piu’ favorevole grazie alle concessioni tedesche e alle promesse di intervento di Draghi (piano Omt) rischia di spezzarsi.

Ai mercati l’incertezza non piace e in caso di elezioni anticipate con legge Porcellum, l’esito delle elezioni sarebbe difficile da prevedere nella sua interezza e la coalizione a tre teste PD-Sel-socialisti rischia di non raggiungere una maggioranza netta al Senato. L’instabilita’ e’ l’ultima cosa di cui ha bisogno il paese.

Lo spread, ampliatosi negli ultimi due giorni dopo essere sceso ai minimi dell’era Monti di 292 punti base, viaggia intorno all’area dei 330. Mentre a Roma vanno avanti giochi di palazzo gia’ visti, il reddito torna a 20 anni fa e il ceto medio italiano rischia di scomparire.

Visti gli effetti pluriennali devastanti della crisi sul benessere dei cittadini, il giudizio popolare e degli analisti della classe politica e’ impietoso. L’incapacita’ a livello di competenze dei funzionari statali del passato e’ davanti agli occhi di tutti. E viene giudicata dalla gente come una delle cause della crisi o per lo meno del suo aggravarsi.

Ripartire dalle poche cose positive delle riforme che sono state fatte e’ la strada che probabilmente seguira’ il nuovo governo, qualunque esso sia. Almeno per non rendere vani i sacrifici degli italiani, il ministro dello Sviluppo Passera ha detto che il paese non puo’ tornare indietro. Giusto, anche perche’ peggio di cosi’ e’ impossibile.

E’ vero anche che l’Italia di un anno fa non era credibile e il governo in Parlamento era appeso a una maggioranza instabile. Monti ha riportato credibilita’, questo e’ indubbio. Ma i dati sullo stato di salute dell’economia e del welfare dei cittadini parlano chiaro. Come dimostrano anche i casi di Grecia, Portogallo, Spagna, persino Regno Unito, le misure di austerity hanno fallito e bisogna voltare faccia rispetto alle politiche imposte dall’alto delle autorita’ europee.

Mentre a Roma si torna alla campagna elettorale con sistema Porcellum e liste bloccate, la separazione tra politici e il resto del paese si sta trasformando in una voragine. Che non sara’ certo colmata con il tentativo di golpe del PdL o con il ritorno alla passione politica decantato dal centro sinistra durante le primarie. Gli italiani ridotti allo stremo hanno il diritto di pretendere molto di piu’.