E Bankitalia diventa una public company

28 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Bankitalia si trasformerà in una public company. Il provvedimento sulla rivalutazione delle quote di via Nazionale fissa al 5% il tetto del possesso azionario e per questo “lascia la porta aperta a investitori europei”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni in conferenza stampa al termine del cdm.

“Si creerà – ha spiegato – una struttura da public company in cui nessuno ha il controllo”.

“I padroni del mondo”: compra una copia

Sfoglia l’indice e acquista l’ebook

“La misura che riguarda il capitale sulla Banca d’Italia – ha spiegato Saccomanni – serve a migliorare la patrimonializzazione delle banche perchè consente alle nuove quote rivalutate della Banca d’Italia di essere incluse nel patrimonio di vigilanza delle banche stesse”.

Il ministro ha aggiunto che si tratta di “un provvedimento che le banche gradiscono perchè accresce la loro patrimonializzazione nella fase in cui si approssimano agli stress test. Non c’è nessun collegamento diretto tra questa operazione e la copertura del rinvio della rata dell’Imu”. (TMNEWS)

______________

ROMA (WSI) – Rivalutazione delle quote di Bankitalia che si avvia a diventare una public company. Ma la norma avrà un effetto positivo anche per le banche: le ricapitalizzerà rendendole più solide in vista degli stress test.

Cioè dovranno pagare una una tantum di circa 1 miliardo ma vedranno aumentare il patrimonio. Inoltre potranno contare su dividendi annui per complessivi 3-400 milioni.

C’è inoltre sul piatto la norma inserita nella legge di bilancio per la svalutazione delle perdite sui crediti. Insomma se è vero che le banche pagheranno si cerca anche di sostenerle. La Banca d’Italia viene autorizzata così ad aumentare il proprio capitale mediante utilizzo delle riserve statutarie sino a 7,5 miliardi.

La Banca potrà distribuire dividendi annuali per un importo non superiore al 6% del capitale. Ciascun partecipante al capitale non potrà possedere – direttamente o indirettamente – una quota di capitale superiore al 5%.

Per favorire il rispetto di tale limite, la Banca d’Italia potrà acquistare temporaneamente quote di altri soggetti. E in giornata si pone anche un altro importante tassello sul cammino delle privatizzazioni: il Cda di Cdp delibera l’avvio di tutte le attività propedeutiche al conferimento a Cdp Reti della quota detenuta in Terna, pari al 29,85%, con l’obiettivo di favorire l’ingresso di altri investitori in Cdp Reti, mantenendo il controllo.

Mentre per Sace e Fincantieri è probabile un percorso per la quotazione in Borsa. Per quanto riguarda via Nazionale il ministro spiega che ”Bankitalia si trasformerà in public company”. Il tetto al 5% per la partecipazione ”lascia la porta aperta a investitori europei”.

Insomma sarà una struttura da public company ”di cui nessuno avrà il controllo”. Su questo ci sarebbe anche il placet europeo: ”il parere deve essere formalmente approvato dal consiglio dei governatori ma la proposta che conta di solito è quella della consulenza legale” che è favorevole al decreto per la rivalutazione delle quote di Bankitalia. Comunque per quanto riguarda le preoccupazioni della Bce in termini di indipendenza della banca centrale il provvedimento va nella giusta direzione”. (ANSA)