E ANCHE GOLDMAN SACHS SBAGLIA

14 Agosto 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Errare è umano. Ma quando sbaglia uno dei Masters of the universe – così Wall Street chiama gli operatori un gradino sotto la divinità – non solo gli altri sogghignano. È anche un segno che la turbolenza seguita all´implosione dei cattivi mutui tocca proprio tutti. Goldman Sachs, forse la più potente banca d´affari al mondo che affilia (o ha affiliato) il meglio di tecnici, ambasciatori, strateghi, ieri ha reso noto che tre suoi fondi hanno inciampato nella crisi dei crediti subprime.

Il fondo azionario Geo, la cui dotazione di 5 miliardi di dollari è calata di 1,4 miliardi (quasi il 30% del valore) da due settimane, ha bisogno di risorse fresche per 3 miliardi. Colpa, per l´istituto, delle condizioni del mercato, degli scambi e dell´alta volatilità, che ha fatto “saltare” gli algoritmi di analisi strategica quantitativa con cui la gestione del fondo si orienta. Saranno tre nuovi partner a ripianare le perdite: Cv Starr&Co, il gestore di fondi hedge Perry Capital e il miliardario Eli Broad. Un buon affare, secondo l´istituto: «L´attuale valore assegnato dal mercato al fondo presenta uno sconto non motivato dai fondamentali – riporta una nota – l´investimento darà a Geo maggiore flessibilità per beneficiare delle opportunità che riteniamo esistano nelle attuali condizioni».

Già che c´era, la banca d´affari ha ammesso che «è deludente» l´andamento dei suoi due fondi Naeo e Global Alpha, un hedge multistrategia da 8 miliardi di dollari gestiti ancora con criteri quantitativi (statistiche e indicatori per leggere le fasi di mercato e le inversioni di tendenza). Qui si parla di ribassi del 40% in un anno, oltre metà negli ultimi sei mesi. Ma non giungeranno nuovi quattrini, c´è solo il convincimento che «allo stato i due fondi hanno l´occasione di cogliere attivamente le opportunità di mercato». Pare fede incrollabile, ma la parola di Goldman Sachs presso gli investitori pesa. Così l´operazione trasparenza è stata ripagata con acquisti sul titolo bancario, che nel finale ha ripiegato, con perdite frazionali.

Il gruppo fondato nel 1869 da due immigrati tedeschi è leader mondiale in tutte le attività di banca d´affari, e ha come caratteristica l´arruolamento di personaggi con un passato di prim´ordine nelle istituzioni. A volte il percorso avviene all´inverso, come in Italia, dove Goldman Sachs ha avuto tra le sue teste d´uovo Mario Draghi e Massimo Tononi (oggi in Bankitalia e al Tesoro). E oggi ha per consulenti Mario Monti e Gianni Letta. Il massimo dell´interscambio tra alte sfere – sempre nel rispetto formale di ruoli e funzioni – è in patria: l´ex presidente Robert Rubin guidò il Tesoro Usa nei due mandati di Bill Clinton, il penultimo leader Henry Paulson ricopre lo stesso ruolo pubblico nell´amministrazione Bush, da un anno. Ed è stato accusato di avere sottovalutato la portata della crisi dei mutui facili negli States. «L´impatto sarà contenuto, anche nelle perdite – aveva detto Paulson il 1° agosto – Le economie godono di ottima salute. Nei fatti, si sta solo riprezzando il rischio».

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