Draghi si difende a Berlino, poi si schiera dalla parte dei tedeschi

21 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Prima difende le sue scelte – e per quello basterebbero gli ultimi dati pubblicati nell’area euro – poi però si schiera dalla parte di chi lo accusava. Davanti a una platea di tedeschi Mario Draghi non solo ha dovuto giustificare la decisione di tagliare il costo del denaro al minimo storico di 0,25%, ma si è sentito anche in dovere di fare assicurazioni alla Germania.

Il numero uno della Bce si è guadagnato gli applausi calorosi del pubblico citando Abraham Lincoln: “non è rendendo il più forte debole, che si rende il più debole forte”.

Intervenendo durante un convegno a Berlino, il banchiere romano ha precisato che nelle discussioni in seno alla Bce ancora “non ci sono novità” sull’ipotesi di portare a livelli negativi i tassi sui depositi custoditi a Francoforte per conto delle banche commerciali.

Ieri le indiscrezioni circa la possibilità di un abbassamento al -0,1% dei rendimenti in questione – ora fermi allo zero – aveva immediatamente provocato un indebolimento momentaneo dell’euro sui mercati, che gioca in favore delle economie del Sud d’Europa.

In passato la Bce ha più volte riferito di aver valutato questa opzione, che resta nel suo ventaglio di possibili interventi, ma ha anche sempre messo in rilievo le problematicità dovute ai possibili effetti collaterali e distorsivi di una misura simile.

In tutti i modi, ha assicurato Draghi, non danneggia i risparmi dei cittadini tedeschi il fatto che la Bce abbia tagliato i tassi di interesse dell’area euro. Semmai sarebbe alzarli ora che assesterebbe loro un duro colpo. Il banchiere italiano lo ha spiegato durante il convegno organizzato dal Sueddeutsche Zeitung, contestando alcune recenti accuse che gli sono state mosse da economisti conservatori tedeschi, come Hans-Werner Sinn.

Draghi ha riconosciuto che “è seria la preoccupazione che i bassi tassi danneggiano i nostri risparmi, e su certe basi è vero. Ma nello spiegarlo non possiamo guardare ai risparmi come ad una voce isolata, dobbiamo considerare anche lo stato dell’economia. E i tassi sono bassi proprio a causa dello stato” di debolezza economica.

“Sono concepiti per favorire un ripristino della crescita in un contesto di stabilità dei prezzi. Se alzassimo i tassi ora” come suggeriscono alcuni economisti tedeschi “questo sì che danneggerebbe i risparmi, perché l’economia rallenterebbe, ci sarebbero persone che perderebbero il lavoro e rallenterebbero gli investimenti”.

“Quando l’economia si contrae – ha proseguito Draghi – inevitabilmente i risparmi vanno a ruota”. Peraltro per i risparmiatori tedeschi contano più i tassi sui bund a 5 anni per stabilire come vengono retribuiti i loro fondi. E se “certamente la decisione della Bce solitamente influisce anche sui tassi di lungo periodo, quando ci sta una crisi a pesare sono soprattutto altri fattori. Gli attuali tassi bassi sui Bund sono ampiamente spiegati dal fatto che gli investitori vedono la Germania come un porto sicuro“.

“Penso sia sbagliato criticare la decisione della Bce asserendo che ha danneggiato i risparmiatori in Germania”. Semmai “con la ripresa – ha continuato Draghi – anche i tassi sui risparmi risaliranno“.

“Non siamo tedeschi, stiamo agendo per il bene dell’Eurozona nel suo complesso”, ha chiosato lanciato una frecciata ai movimenti nazionlisti d’Europa.