Draghi su Eurozona: “nella ripresa manca tassello investimenti”

14 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Torna a parlare Mario Draghi, numero uno della Bce, rinnovando il suo appello tradizionale ai governi dell’Eurozona affinchè continuino ad adottare riforme economiche. Questa volta, parlando da Bologna, l’attenzione del banchiere è sul problema dei bad loans, ovvero crediti deteriorati o inesigibili.

Gli investimenti sono stati frenati nell’area euro da tre fattori: la debole dinamica della domanda, l’accumulo di debito e la fragile fiducia del settore privato. E’ necessario che l’Eurozona adotti ulteriori passi e che, oltre a sostenere la domanda, affronti i debiti e la fragile fiducia. Le riforme strutturali sono la chiave per raggiungere tale obiettivo. E’ chiaro che, in alcuni paesi, la considerevole componente dei non-performing loans (NPLs, ovvero crediti non performanti) stia ancora ostacolando una ripresa più forte del credito”.

Nel percorso di ripresa dell’Eurozona, manca proprio la componente degli investimenti.

“Essi accrescono al contempo la domanda di oggi e l’offerta di domani. Nell’area la ripresa ha sinora riguardato soprattutto i consumi e in misura minore gli investimenti, che si collocano ancora su valori del 15 per cento inferiori a quelli pre-crisi“.

Continuando:

“Una delle caratteristiche di questa crisi è stata la caduta del tasso di crescita potenziale dell’area dell’euro, vale a dire il ritmo a cui l’economia può crescere stabilmente, senza surriscaldarsi e senza quindi generare inflazione. Si stima che esso sia oggi nell’area pari all’1 per cento, a fronte del 2 per cento negli Stati Uniti dove pure la crisi è stata accompagnata da un abbassamento del tasso di crescita potenziale. Ciò significa che anche con una forte ripresa ciclica la crescita si collocherà su un valore abbastanza basso. Per assicurare una ripresa strutturale dobbiamo però elevare non solo la crescita ciclica, di breve periodo, ma anche quella potenziale, di lungo periodo”.

Intervenendo in occasione dei 40 anni di Prometeia a Bologna,  Draghi ha affermato che la riforma della normativa che disciplina lo stato di insolvenza in Italia “è da valutarsi positivamente”. E ha aggiunto:

“Si stima che la durata media delle procedure fallimentari verrà dimezzata e che i tempi delle procedure di pignoramento diminuiranno in misura non trascurabile. Il recupero più tempestivo delle garanzie avvicina il valore di mercato degli attivi deteriorati al livello al quale le transazioni possono avere luogo, accelerando il processo di deleveraging”.