Draghi batte Monti nella classifica di Forbes

6 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – E’ stato riconfermato da poco presidente degli Stati Uniti d’America. Ma questo è poco più che un dettaglio. A lui quei quattro anni del secondo mandato durante i quali siederà ancora nello studio ovale serviranno soltanto a consolidare la sua fama di statista sopra la media dei comuni mortali. Per Forbes Barack Obama è già oggi l’uomo più potente del mondo. La consueta classifica stilata come ogni anno dal giornale americano al di là dell’eccezione Mister President pullula di personalità dell’altra sponda dell’Atlantico.

La crisi del debito non getta ombre sui protagonisti politici di spicco che stanno dominando le cronache in Europa. Nei primi dieci posti, il cuore della top ten, figurano la cancelliera tedesca Angela Merkel, definita la ”colonna vertebrale dell’Unione Europea che ha il futuro dell’euro sulle sue spalle” e il presidente della Bce, Mario Draghi, a cui spetta secondo Forbes ”l’erculeo compito di cercare di mantenere l’unità finanziaria dei 17 paesi” della zona euro. ”Se c’è qualcuno che può districarsi fra gli interessi di paesi diversi come la Germania e la Grecia, questo qualcuno potrebbe essere l’uomo che ha navigato il campo minato della politica italiana in modo così abile da guadagnarsi il soprannome di Supermario”.

Quinto in classifica Papa Benedetto XVI, mentre chiude la top-ten il primo ministro inglese David Cameron. Completano le prime dieci posizioni il presidente russo Vladimir Putin, in terza posizione; il fondatore di Microsoft Bill Gates in quarta; il presidente della Fed Ben Bernanke al sesto, seguito in settima posizione dal re dell’Arabia Saudita Abdullah bin Abdul Aziz al Saud e dal segretario generale del Partito Comunista cinese Xi Jinping. Bisogna scorrere con l’indice fino al numero 29 per leggere il nome del premier Mario Monti, ribattezzato da Forbes l’uomo che ”ha salvato l’Italia dal default”.

Monti è stato scelto ”per guidare il paese con l’ottavo pil al mondo nel 2011, dopo che il premier Silvio Berlusconi era stato costretto a dimettersi. In un solo anno Monti ha spinto per misure di austerity dure e salvato il paese dal fallimento” mette in evidenza Forbes. Una descrizione quanto mai puntuale, che ha il sapore del monito oggi in Italia alle prese con una nuova discesa in campo del Cavaliere.