Dow sfonda 16.000 punti, ma poi ripiega

18 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo avere archiviato la sesta settimana consecutiva di guadagni, Wall Street apre la settimana a due velocità con il Dow Jones che segna un nuovo record e lo S&P 500 che nel finale scende dai massimi toccati in apertura a 1.800 punti. Ad alimentare le prese di beneficio, i timori per una riduzione del piano di stimolo della Federal Reserve, dopo che alcuni alti funzionari della banca centrale si sono detti ottimisti sulla ripresa economica. A fine seduta, il Dow Jones guadagna lo 0,0,9% a 15.976 punti (dopo aver sfondato 16 mila punti nell’intra-day), il Nasdaq cede lo 0,93% a 3.949 punti e lo S&P 500 arretra dello 0,34% a 1.792 punti.

Il petrolio ha chiuso in ribasso: il contratto a dicembre ha perso 81 centesimi, lo 0,9%, a 93,03 dollari il barile, ai minimi dal 31 maggio scorso. Nel frattempo, i titoli di Stato americani proseguono positivi con rendimenti in calo al 2,67% per il titolo decennale, benchmark del settore, e al 3,76% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3505 dollari mentre il biglietto verde perde terreno contro lo yen a 100,08.

Oggi il presidente della Fed di Filadelfia, Charles Plosser, peraltro mai un sostenitore del terzo round di acquisti di bond ha detto che: “E’ ora di mettere fine al QE3”. Secondo Plosser, la banca centrale non deve continuare nell’attuale politica monetaria procedendo “a orecchio”, cioe’ adattando il volume degli acquisti all’andamento dei dati macro, perche’ questo rischia di farle perdere credibilita’. Secondo Plosser, invece, la Fed deve indicare quanti altri bond intende acquistare e poi mettere fine al QE3 quando questo livello sara’ stato raggiunto. Sul fronte macro, Plosser si aspetta un miglioramento “moderato” della congiuntura economica. La crescita del Pil e’ attesa al 3% per il 2014 (nel terzo trimestre l’espansione a un tasso annualizzato e’ stata del 2,8%). Il tasso di disoccupazione, ha concluso, potrebbe scendere intorno al 7% nei prossimi mesi e al 6,25% entro la fine dell’anno prossimo.

Anche William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York e membro votante del braccio di politica monetaria della banca centrale americana, si e’ detto ottimista sull’outlook dell’economia americana ma non ha voluto spiegare come cio’ possa condizionare le scelte della Fed. “Devo ammettere che sto diventando piu’ ottimista”, ha dichiarato in un discorso preparato per un evento nel Queens, New York. “Abbiamo dati (macroeconomici) migliori. Non solo. Il peso di misure fiscali che hanno tenuto frenata l’economia con ogni probabilita’ verra’ meno nei prossimi anni e contemporaneamente i fondamentali dell’economia miglioreranno”, ha aggiunto. Dudley, da sempre sostenitore di misure straordinarie per sostenere l’economia, ha anticipato che “sebbene la crescita nel 2013 sia stata deludente”, la crescita stessa accelerera’ “nel 2014 e ancora di piu’ nel 2015”.

Il 2013 si avvia a essere ricordato come un anno record per la performance di Wall Street, soprattutto se si fa un paragone tra i rendimenti dei mercati azionari e quelli dei Treasuries. Leggi Wall Street verso nuovi massimi. I titoli azionari hi-tech su cui puntare.

Occhio in particolare allo S&P è a un soffio dal target di fine anno fissato dal numero uno della Fed, Beb Bernanke, ovvero a quota 1.800 punti. Lo scorso venerdì, il listino ha terminato la giornata di contrattazioni a quota 1.798, testando il record di tutti i tempi. Il tasso sui Treasuries decennali ha chiuso al 2,71%.

Le ripetute iniezioni di liquidità da parte della Fed hanno portato lo S&P 500 a un valore superiore +165% rispetto ai minimi del marzo del 2009. L’indice ha segnato un balzo +26% dall’inizio dell’anno ed è scambiato a 16,2 volte gli utili attesi.

La performance stellare di Wall Street ha convinto anche l’investitore miliardario George Soros a rivedere le proprie posizioni.

Gli investitori attendono le minute della Fed, che saranno pubblicate dopodomani, mercoledì 20 novembre, e che sono relative all’ultimo meeting del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed – del 29-30 ottobre. Le minute dovrebbero dare maggiori informazioni sulla decisione di Ben Bernanke e colleghi di mantenere invariata l’iniezione di liquidità sui mercati attraverso l’acquisto di Treasuries e titoli legati ai mutui che avviene al momento per un valore di $85 miliardi al mese. La maggior parte degli economisti di Bloomberg ritiene che il primo tapering della Fed – ovvero la prima riduzione degli acquisti di bond – avverrà addirittura nel meeting nel prossimo 18-19 marzo del 2014.

A livello societario, il colosso dell’aerospazio Boeing corre dopo la commessa record messa a segno nel fine settimana al Dubai Air Show. La societa’ cinese dei pannelli solari JinkoSolar balza dell’11,76% grazie a consegne nel terzo trimestre sopra le stime. La conglomerata General Electric (+0,96%) ha raggiunto un accordo per la vendita di Vital Signs (attivo nell’health care) a CoreFusion per 500 milioni di dollari. J.P. Morgan Chase (+1,15%) ha raggiunto un’intesa con gli investitori a cui versera’ 4,5 miliardi di dollari per coprire perdite subite dall’acquisto di bond garantiti da mutui rivelatisi poi un cattivo investimento.

ALTRI MERCATIEuro +0,11% a $1,3511; dollaro/yen -0,11% a JPY 100,07; euro/franco svizzero -0,11% a CHF 1,2333; euro/yen +0,03% a JPY 135,22.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,43% a $93,44 al barile, oro -0,26% a $1.284.

Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali si attestano quasi invariati al 2,70%.