DOPO IL FLOP YAHOO, ALERT CROLLO TITOLI AL NASDAQ

5 Maggio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Yahoo chiede troppo, Microsoft sbatte la porta e se ne va. Finisce così la saga tra il colosso dei pc e quello del web, tre mesi dopo una prima offerta del gruppo di Redmond, pronto a acquistare quello di Sunnyvale per diventare un protagonista vero su internet ed ottenere una parte significativa della torta, sempre più grossa, della pubblicità online.

Ora gli occhi sono tutti puntati sui neon di Times Square, nel centro di Manhattan, dove si trova il Nasdaq, la Borsa dei tecnologici. C’é chi teme domani un crollo del titolo di Yahoo, ma c’é chi non esclude che l’azienda creata da Bill Gates possa anche essa soffrire dopo il mancato accordo. Il no della Microsoft è giunto nel pomeriggio di sabato (la notte tra sabato e domenica in Italia), dopo che l’ amministratore delegato Steve Ballmer non era riuscito a convincere il suo collega di Yahoo, Jerry Yang, ad accettare una nuova offerta di 33 dollari ad azione, cioé circa 47,5 miliardi di dollari in tutto. Si trattava di un aumento significativo rispetto alla prima offerta di 29,40 dollari ad azione, ma Yang voleva ottenere almeno 37 dollari, cioé quasi 53 miliardi complessivamente.

“Nonostante i nostri massimi sforzi, tra cui un aumento dell’ offerta di circa 5 miliardi di dollari, Yahoo non ha fatto nessun passo avanti verso l’accettazione della nostra offerta”, scrive Steve Ballmer in una dichiarazione per la stampa. Sin dagli inizi siamo stati “convinti che l’offerta di Microsoft ha sottovalutato la compagnia e siamo felici che numerosi nostri azionisti erano d’accordo con noi”, replica poco dopo in una lettera il presidente di Yahoo, Roy Bostock. Secondo i primi commenti, nessuna delle due aziende esce bene dalla vicenda, anche se la Microsoft (che non dovrebbe almeno teoricamente fare marcia indietro), è probabilmente riuscita a risparmiare non poco, essendoci alternative sul mercato, secondo gli esperti Usa.

I rischi per Yahoo sembrano più grossi, anche perché mentre stava difendendosi dalla Microsoft, il rivale Google continuava ad aumentare il proprio controllo della pubblicità online. Un settore per cui il colosso di Mountain View è leader, con il 30% del totale, stimato in 40 miliardi di dollari una cifra che dovrebbe raddoppiare entro il 2010. L’offerta di Ballmer era in realtà relativamente generosa, visto che al momento della proposta, ad inizio febbraio, il titolo era quotato a 19 dollari, dopo avere perso in pochi mesi addirittura un terzo del proprio valore.

Contrariamente a quello che scrive Bostock, non é detto che gli azionisti del gruppo di Sunnyvale siano davvero contenti per l’esito della vicenda. Per la Microsoft si presentano ora una serie di alternative se vuole contare di più sul web, dove i suoi motori di ricerca non superano il 3% dei contatti globali. C’é chi suggerisce l’acquisto di Aol, i servizi internet di Time Warner, o anche di MySpace, il sito di socializzazione che fa capo a Rupert Murdoch. A meno che il prezzo di Yahoo non crolli nei prossimi giorni. (ANSA)