“Dopo Brexit o nuovo trattato Ue o stop ai miliardi di pagamento”

12 Luglio 2018, di Alberto Battaglia

Secondo il nuovo ministro per la Brexit, Dominic Raab, la somma che il Regno Unito dovrebbe consegnare per saldare il proprio conto con l’Unione Europea, 39 miliardi di sterline, potrebbe essere trattenuta da Londra nel caso in cui, a recesso avvenuto, l’Ue non desse seguito alle trattative per un nuovo trattato commerciale. Lo ha detto il neo ministro leggendo alla Camera dei comuni una nota congiunta del governo in merito al libro bianco sulla Brexit.

 

Si tratta di una condizione nuova per l’erogazione del conto sul divorzio, anche perché essa, almeno in linea teorica, non è che un saldo dovuto per gli ammanchi che la Brexit genererà al budget Ue, e non è una concessione britannica che può essere scambiata con un buon trattato commerciale per la Gran Bretagna.

 

Come ricordato dal Guardian, la commissione dei Comuni sulla Brexit aveva fatto luce su questo punto affermando che “un accordo giuridicamente vincolante sulle future relazioni del Regno Unito può essere concordato solo una volta che il Regno Unito diviene un paese terzo”. Pertanto “se il governo britannico desidera subordinare il pagamento della transazione finanziaria al raggiungimento di un accordo vincolante sulle future relazioni, dovrebbe assicurarlo” nel testo dell’accordo sull’uscita con l’Ue27.

 

Quest’ultima clausola nell’accordo ancora non c’è e dovrebbe diventare, a giudicare dalle parole di Raab, una priorità nei futuri negoziati fra Ue e Regno Unito. Le possibilità che Bruxelles decida di cedere su questo punto non sono molte, anche se la determinazione espressa dal ministro britannico lascerebbe intendere che lo stop ai pagamenti potrebbe scattare anche unilateralmente.