Donne e finanza, la sostenibilità passa anche per la parità di genere

3 Luglio 2019, di Massimiliano Volpe

L’uguaglianza di genere rappresenta il quinto obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile dell’agenda 2030 dell’Onu, in quanto garantire alle donne parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili di cui potranno beneficiare la società e l’umanità intera.

Il tema è stato approfondito nel workshop “Gender Parity Workshop – Le donne della finanza” organizzato a Milano dalla società di gestione Candriam per condividere spunti e riflessioni su quello che non solo rappresenta un diritto umano fondamentale ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace.

Nel corso dell’evento Monica Di Luccio, responsabile marketing di Intesa Sanpaolo Private Banking ha dichiarato:

“La complementarietà è ricchezza e noi donne nella finanza abbiamo sicuramente contribuito a migliorare la diversificazione.
La mediazione, la condivisione, il pensiero trasversale, che guarda sempre un po’più in là, sono prerogative tipicamente femminili. Siamo più attente ai dettagli, capaci di interpretare i segnali deboli, abbiamo sensibilità per i temi sociali, ambientali ed una spiccata attenzione ai valori fondamentali.
E soprattutto abbiamo capacità di ascolto: elemento essenziale per interpretare correttamente le esigenze dei clienti e per costruire le migliori proposte di investimento.”

In questa direzione Candriam crede in un’industria finanziaria più consapevole, responsabile, inclusiva e bilanciata sia ai vertici che all’interno delle diverse funzioni organizzative, in cui approcci diversi possano essere riconosciuti come un grande valore aggiunto.