Dombrovskis: manovra cambi o via a procedura infrazione

6 Novembre 2018, di Alberto Battaglia

Il governo italiano dovrà apportare modifiche “considerevoli” alla manovra o la Commissione europea è pronta a “riconsiderare le sue conclusioni”; quelle che finora hanno protetto Roma dalla procedura d’infrazione per debito eccessivo. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente dell’esecutivo Ue, Valdis Dombrovskis, il quale ha chiarito che la Commissione “sta considerando” di adottare tale procedura.

 

“Lo abbiamo fatto anche gli anni scorsi”, ha precisato Dombrovskis, “concludendo che l’Italia era sostanzialmente in linea con i requisiti del Patto e quindi non abbiamo aperto la procedura. Ma in questo caso, se il Documento programmatico di bilancio non cambia materialmente, dobbiamo riconsiderare le conclusioni”. Secondo quanto affermato dal vicepresidente “l’Italia avrebbe dovuto assicurare un miglioramento del deficit strutturale di 0,6% invece c’è un peggioramento di 0,8%. Pari a una deviazione dell’1,4%. E’ una deviazione molto ampia”.

Secondo la linea della Commissione, finché Roma dava prova di accumulare sufficienti avanzi primari per ridurre il debito/Pil, abbondantemente sopra la soglia del 60% prevista sin dal trattato di Maastricht, si è deciso di premiare l’impegno del governo italiano. Ora che il processo di aggiustamento viene rallentato rispetto alla rotta tracciata, Bruxelles si dice pronta a riconsiderare le sue posizioni.

 

Il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici aveva dichiarato all’arrivo del meeting Ecofin, che “una cosa è essere flessibili nell’interpretazione delle regole, un’altra è essere fuori dalle regole”, lasciando presagire che l’Ue non intende cedere il suo ruolo di vigilanza. Perlomeno, non senza la volontà di trovare un punto d’incontro da parte del governo italiano.
Finora i segnali arrivati da Palazzo Chigi non hanno lasciato spazio alla correzione sul deficit previsto nella Nadef, il cui valore (non strutturale, cioè inclusi gli effetti della congiuntura economica) è previsto al 2,4%.  Il ministro dell’Economia Giovanni Tria non ha incontrato la stampa, come accade per prassi, al termine dell’Ecofin.