Domani rapporto occupazione Usa: un dato cruciale per il dollaro

2 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)-Ieri sono stati rilasciati dati macroeconomici che in molti casi sono risultati essere migliori delle aspettative. Il PMI manifatturiero cinese ha fatto registrare 55.2 contro aspettative di 54.8, segnando così il valore massimo degli ultimi sei mesi, mentre le vendite al dettaglio della locomotiva europea, la Germania, hanno toccato l’incremento maggiore degli ultimi anni, con un +2.3% sul mese di ottobre. La notizia più inaspettata arriva invece dall’Inghilterra, dove il PMI manifatturiero ha vastamente superato anche le più rosee aspettative, che si attestavano a 54.8, mostrando un 58.00.

Il report ha dettagliato il migliore dato dallo scorso giugno, rilevazione che è salita per la terza volta consecutiva, testimoniando come il settore manifatturiero anglosassone stia mostrando segnali di stabile ripresa. Sebbene, come sappiamo, il manifatturiero rappresenti soltanto una piccola porzione dell’economia inglese, il dato ci dà comunque buone indicazioni sullo stato di salute generale dell’economia ed è probabile che, domani, quando verrà pubblicato il PMI dei servizi, si assista ad un’ulteriore superamento delle aspettative del mercato.

La reazione della sterlina non si è fatta attendere, ma non è stata in grado di prendere lo slancio necessario per rompere importanti punti di resistenza, come vedremo nella sezione dedicata all’analisi tecnica.

Negli Stati Uniti sono stati comunicati gli ADP (dato anticipatore dei Non Farm Payrolls) che è uscito a +93k, migliore delle attese a +70k mentre l’ISM manifatturiero ha rispettato le attese, segnando un buon 56.6 per il mese di novembre. La bontà di queste due rilevazioni ci fa ben sperare per i dati sulle nuove buste paga nel settore non agricolo che verranno comunicate domani e che dovrebbero attestarsi ben al di sopra del 100.000 (consensus di 142.000). Sarà importantissimo anche vedere se il dato precedente, +151k posti di lavoro, verrà rivisto pesantemente a ribasso. In caso contrario, pensiamo che il dollaro possa beneficiarne nel breve periodo.

EurUsd – grafico orario

I buoni dati rilasciati ed il fatto che il mercato del credito europeo abbia visto un rallentamento nel processo di allargamenti degli spreads tra i titoli di stato dei Paesi PIIGS e quelli tedeschi, hanno aiutato anche l’appetito per il rischio e le borse sono tornate a segnare risultati positivi.

Ieri, sul tardo pomeriggio, abbiamo assistito ad una forte salita dell’euro nei confronti del dollaro americano, un evento “isolato” in quanto ha interessato soltanto questo rapporto di cambio (ed i suoi derivati, di riflesso) sulla scia di un report di Reuters, secondo il quale il governo americano era pronto a incrementare il valore dei suoi depositi nel Fondo Monetario Internazionale per aiutare la stabilità dell’eurozona, notizia smentita dall’America che ha dichiarato di non voler prendere ulteriori impegni in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

Ma passiamo ora alla consueta sezione di analisi tecnica, incominciando dall’eurodollaro, dove abbiamo avuto il primo vero movimento di ripresa da dieci giorni a questa parte. Dopo che i prezzi sono giunti per il secondo giorno consecutivo al livello di minimo da metà settembre, 1.2970, è stata registrata la candela giornaliera con la maggior variazione positiva dal 20 ottobre scorso, riportando i valori sino a 1.3180.

Il fattore di maggiore importanza in tutto questo è che abbiamo assistito alla rottura della linea di tendenza, fortemente inclinata negativamente, iniziata dal picco di massimo del 22 novembre scorso. Se questo possa essere più di una ripresa temporanea lo vedremo nelle prossime ore: ciò che possiamo certamente osservare è invece il livello al quale un’eventuale risalita potrebbe trovare della resistenza. Parliamo infatti dell’area più volte indicata in zona 1.3260, che ora viene allargata sino a 1.3280 dalla prima percentuale utile di ritracciamento di Fibonacci del movimento di discesa, appunto da 1.3780 a 1.2970.

Siamo ancora prossimi ad una svolta sul cambio UsdJpy. I prezzi infatti hanno trovato ancora una forte resistenza moto vicino a quella media mobile esponenziale a 100 periodi che stiamo utilizzando come ipotetico livello di breakout. La nostra idea infatti è che oltre la rottura effettiva di questo livello si possa assistere ad un ritorno in salita del biglietto verde sino al successivo livello di 85.80.

Ha fatto molta strada in salita anche il cambio EurJpy, ripercorrendo quanto fatto dall’euro. È stato recuperato in un attimo anche il più importante livello di breve a 109.50, giungendo ad un livello statico molto chiaro: facciamo riferimento a quel livello di 110.70 che lunedì prima di iniziare la discesa è stato confermato più volte. Anche ieri, di nuovo, successivamente alla salita i prezzi hanno mostrato quanto il livello possa essere preso in considerazione come livello chiave.

Anche il cable ha mostrato un movimento di ripresa, anche se certamente più timido rispetto a quanto mostrato dalla moneta unica. In questo caso continuiamo a considerare importante il livello di 1.55-1.5490 come livello di supporto, notando come si sia creato un livello interessante di resistenza a 1.5650, sfruttabile nel breve.

Dopo il perfetto test di 129.40 (61.8% di ritracciamento del movimento di salita compreso fra 126.40 e 134.25) il tasso ci cambio GbpJpy ha mostrato un buon movimento di salita. Avevamo considerato un livello di resistenza a 131.35, che però è stato oltrepassato con buona facilità, puntando direttamente al successivo (più importante) livello di resistenza in area 132-132.10.

Passiamo a parlare del franco svizzero, iniziando dal rapporto con il biglietto verde.

Qui vediamo quanto difficilmente i prezzi riescano ad allontanarsi dal livello importante della parità. È stato mostrato un nuovo massimo ieri, lasciando presagire qualcosa di favorevole al dollaro, salvo poi assistere ad un nuovo ritorno a 0.9990. Se utilizziamo la medesima idea che abbiamo sviluppato sul UsdJpy, valutando quanto precisamente anche in questo caso i prezzi si siano fermati esattamente al livello di transito della media mobile esponenziale a 100 periodi, dobbiamo attendere la rottura definitiva di 1.0065 (livello chiave anche a settembre durante la discesa con un precisissimo doppio minimo) per ipotizzare un ritorno, in questo caso, almeno sino a 1.0270.

Vediamo ora l’euro nei confronti del franco che, dopo averlo dato per destinato ad un ritorno al minimo storico, ha messo a segno una ripresa di 200 punti. Questa è stata la dimostrazione di quanto difficile sia fare una previsione affidabile con questo mercato e come invece sia meglio sfruttare livelli passati chiari: in questo caso il vero livello da considerare è la resistenza di 1.3240, ago della bilancia di un movimento in ripresa o in calo della moneta unica.

Terminiamo con il cambio AudUsd, evidenziando per le prossime ore un livello di resistenza statico che potrebbe favorire una veloce ripresa del dollaro australiano. Stiamo parlando di 0.97 figura, al quale i prezzi hanno rimbalzato con forza almeno 3 volte nell’ultima settimana.

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