Dollaro al massimo di 4 mesi sullo yen, Bund al palo prima dell’asta

25 Ottobre 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Milano – Giornata molto interessante, con rotture di mercato molto tecniche durante soprattutto la mattinata di ieri, con le decorrelazioni tra diversi strumenti finanziari che continuano a persistere nel breve periodo e con le borse miste e le materie prime sotto pressione. Il mercato, lo sappiamo, è ancora alla ricerca di certezze, che sono lontanissime ma che cercano di essere trasmesse agli investitori dalle diverse autorità che stanno cercando di salvare l’euro, a costo di far chiudere l’azienda Europa. Ieri è stato il caso di Mario Draghi, che dopo l’audizione al Bundestag si è concesso alla stampa cercando di essere il più rassicurante possibile. Conoscendo il suo ruolo e ragionando sul fatto che si sta facendo di tutto per non far fallire quel progetto euro che se saltasse ci farebbe soltanto una cortesia, esso è stato coerente con la propria linea comunicativa ed ha ribadito come la crescita sia ancora debole prima di spiegare ai signori tedeschi il perché del programma di acquisto di titoli di stato.

Due i punti su cui si è concentrato maggiormente il banchiere fiorentino. Il primo, siamo sicuri, lo avete già indovinato, mentre il secondo verte sul fatto che andare ad acquistare titoli di stato sui mercati secondari non rappresenta quantitative easing, in quanto non si finanziano direttamente i diversi Stati, comprando sul mercato primario, all’emissione. Per quanto riguarda il primo punto invece, essi sono stati rassicurati sul fatto che queste operazioni di OMT non andranno a creare inflazione, il cui consensus di breve periodo risulta ancor bene ancorato. La Federal Reserve ha mantenuto il livello dei tassi fermo tra 0 e 0.25%, confermando di volerlo mantenere così almeno fino a metà 2015 e confermando il programma di operation twist, con l’obiettivo di abbassare ulteriormente i tassi di interesse di lungo periodo, mentre oggi avremo la pubblicazione dei dati sugli ordini di beni durevoli (potete seguire la pubblicazione in diretta con noi) e delle scorte di petrolio, che potrebbero portare aumenti di volatilità nel pomeriggio.

EurUsd

Minimi di due giorni fa superati dall’euro che ha raggiunto quota 1.29 ¼ prima di cominciare una fase di correzione che vede proprio nel momento in cui scriviamo l’attacco delle resistenze di breve periodo. Si tratta dell’area compresa tra 1.2990 e 1.3010, che se superata può portare a tentativi di raggiungimento di 1.3050. Un ritorno sotto 1.2975 potrebbe non essere sufficiente per rivedere i minimi di mercato, cosa possibile uno volta scesi sotto 1.2950.

UsdJpy

Il UsdJpy dopo essersi mosso per tutta la giornata di ieri in un’area di 25 punti sta tentando ora l’attacco a quel vicino 80.10 che potrebbe determinare rotture più consistenti a rialzo, con obiettivi potenziali vicino a 80.60. Attenzione all’area compresa tra 80.10 e 80.25, potrebbe determinare false rotture. Un ritorno sotto 79.90 potrebbe far tentare la rivisitazione dei minimi ultimi dei prezzi.

EurJpy

Bella rottura ribassista di breve periodo avvenuta su questo cambio, che è andato a negare l’anticipazione di un potenziale testa e spalle di medio periodo ribassista, individuato sul nostro forum di analisi ieri, dopo la prima rottura. Il fatto che il mercato non abbia superato il livello di 103.00 a ribasso ha permesso di evitare false rotture della neckline leggermente inclinata a rialzo tracciabile su un grafico orario (questo testimonia la grande importanza dei punti statici di mercato nel momento in cui dobbiamo valutare rotture di livelli dinamici che passano relativamente vicini ai più importanti cugini), ed ora ci troviamo al test di di 104.15, massimo della prima ipotetica spalle (ancora valida, quella tracciata tra il 17 ed il 22 di ottobre). Se lo superiamo saliamo verso i massimi e potremmo attenderci tentativi di rottura verso il 105.00, altrimenti potremmo rivedere area 103.35.

GbpUsd

Superato 1.5970 a rialzo abbiamo oltrepassato molto bene anche il target di 1.6000, con il mercato che è riuscito a riportarsi sopra la media a 100 oraria e che sta tentando delle rotture di 1.6050, molto vicino a quell’1.6070, che se rotto di oltre 5 punti potrebbe farci vedere nuovi massimi oltre 1.6100. Un ritorno sotto 1.6035 potrebbe portare a 1.6010, dove possiamo vedere tentativi di rottura che possono spingersi fino a 1.5975, livello oltre il quale possiamo attenderci target più ambiziosi.

AudUsd

Rotte le resistenze indicate ieri siamo saliti oltre 1.0350, con la possibilità di vedersi formare una divergenza ribassista su un grafico orario, individuabile sullo stocastico a 10-6-3 periodi (non ancora formata, da seguire) che potrebbe portare a correzioni dei prezzi fino a 1.0340. Nel caso in cui dovessimo assistere alla rottura a rialzo di 1.0375 (indipendentemente dalla divergenza o meno), potremmo attenderci tentativi di rivisitazione di 1.0400, forte area di resistenza di breve periodo. Un suo superamento, vedrebbe in 1.0460 i primi obiettivi.

XauUsd

Scrivendo il pezzo sull’oro di questa mattina ci siamo accorti di aver indicato un livello di target sbagliato in caso di rottura di 1,707.75 a causa di un errore di battitura. Avremmo voluto scrivere 1,700.00 anziché 1,707.00, chiediamo scusa, siamo sicuri che molti di voi l’avranno capito (ok concentrarsi sulla giornata, ma 75 punti sull’oro… non siamo mica su UsdJpy!). Dopo il raggiungimento di questo livello siamo tornati vicino a 1,710.00, e tra qui e 1,715.00 passano dei forti punti di resistenza. Una loro rottura potrebbe portare al superamento di 1,720.00, in quanto il mercato molto probabilmente troverebbe slancio dato dalla presa degli stop dei ribassisti di breve periodo, mentre in caso di tenuta, 1,700.00 sembra essere l’obiettivo più probabile.

USOil

Nuovi minimi anche sul petrolio, che ha raggiunto perfettamente 85.00 prima di cominciare una buona correzione che vede le resistenze tra 86.90 e 87.50. Un ritorno sotto 85.80 potrebbe portare a nuove vendite di breve.

Bund

Per la prima volta in tre sedute i titoli pubblici tedeschi cedono terreno: a mettere i prezzi sotto pressione il fatto che si stimi che l’offerta monetaria dell’area euro – che la Bce utilizza come strumento per avere una misura dell’inflazione futura – sia entrata in una fase di accelerazione a settembre. Pesa anhce l’attesa per l’asta di Bund a dieci anni.

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