Distorsione tassi: effetto collaterale norme anti crisi

16 Novembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Nei mercati industrializzati, il rapporto classico tra debito governativo e altri asset si è completamente ribaltato. Come segnala Bloomberg il fenomeno assume proporzioni clamorose negli Stati Uniti, paese dove l’inversione di tendenza nei tassi di interesse è più evidente di altri casi.

Dare in prestito soldi al governo, ovvero comprare titoli del debito allo Stato, dovrebbe essere considerata una scommessa più sicura di una mera attività di speculazione sulla direzione che prenderanno i tassi di interesse imposti dalle banche di Wall Street.

Ma in questi giorni succede proprio l’inverso. Un numero sempre più alto di tassi sui Treasuries Usa rendono di più dei contratti derivati di scambio sui tassi di interesse, gli “interest-rate swap”. Un fenomeno analogo si nota nel Regno Unito, dove lo ‘Spread dello swap’, come viene chiamato in gergo nei mercati obbligazionari, si è ristretto ai minimi record. Idem in Australia. I contratti swap “stanno sfidando tutte le leggi della logica”, scrive Bloomberg.

Come mai? Le ultime manovre degli investitori stanno spingendo in rialzo i tassi sui titoli di Stato, ora che la Federal Reserve si prepara alla prima stretta monetaria da quasi un decennio. Il fenomeno rispecchia inoltre le conseguenze inaspettate che stanno avendo le nuove regole imposte successivamente allo scoppuo della crisi finanziaria (volte a scongiurarne un’altra) attuate per rendere più solido il sistema finanziario. Invece quello che sta capitando è che hanno finito per creare distorsioni come quella appena descritta.

I cambiamenti nelle norme di regolamentazione dei mercati hanno reso più economico e sicuro utilizzare strumenti derivati per coprirsi da eventuali rischi, mentre diventa più oneroso per chi fa trading nel mondo dei Bond fare affari con titoli governativi, normalmente considerati tra i beni rifugio per eccellenza.

(Immagine: Bloomberg)
Quel che è peggio è che “tali distorsioni sono destinate ad aumentare nel corso del tempo”, come ha osservato a Bloomberg Aaron Kohli, strategist dell’obbligazionario presso Bank of Montreal, uno dei 22 broker che fa affari direttamente con la Fed, la banca centrale statunitense.

“La nuova struttura dei mercati – e per come sono regolamentati ora – ha portato a un periodo di volatilità molto bassa. Una volta eliminata questa componente, non si può sapere quali saranno le implicazioni secondarie” in futuro.  E la distorsione non interessa solo gli Usa, ma sta diventando un fenomeno su scala globale.

Fonte: Bloomberg