Disgusto politica: crolla consenso governo Letta

6 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Gli italiani dicono basta al governo. In un’Italia destinata al crack in modo drammatico, i balletti tra il Pd e il PdL hanno stufato. Le lotte intestine dell’esecutivo guidato dal premier Letta hanno stufato; hanno stufato anche le dichiarazioni mielose di Letta, nipote dello zio Gianni Letta, che al G20 afferma che l’Italia non è più osservata speciale, come se fosse merito suo. E soprattutto non se ne può più dei proclami del governo sulla fine della crisi.

Letta forse dovrebbe dare ascolto al presidente della Bce Mario Draghi che ha detto di non riuscire a condividere gli entusiasmi sulla ripresa, facendo un clamoroso dietrofront rispetto a quanto detto in passato.

E così, a fronte di un PdL che vola nei sondaggi, cresce il disgusto verso il governo Letta, con il consenso che, stando a un altro sondaggio appena comunicato – quello elaborato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà Estate, su Rai Tre – perde ben 6 punti in una settimana, e 18 punti dallo scorso maggio, crollando al 25%.

Letta assiste a uno scivolone della fiducia riposta dagli italiani nella sua persona, con una perdita di 3 punti in settimana e di 22 da inizio maggio, e vede il suo consenso al 40%.

A guadagnare dalla crisi politica è Matteo Renzi, che si conferma il leader politico più amato dagli italiani: il tasso di approvazione avanza di 3 punti in una settimana, al 50%.

Perde 2 punti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al 43%, e più di tutti, crolla l’appoggio a Silvio Berlusconi, al 23% con una riduzione di ben 5 punti.

Scende di un punto rispetto alla settimana scorsa Beppe Grillo , al 21%; ancora peggio il calo del segretario del Pdl Angelino Alfano, che con 5 punti in meno crolla al 20%, a pari merito con il governatore della Puglia Nichi Vendola (-3%).

Stabile – e bassa- la fiducia verso il senatore a vita Mario Monti (17%), perde -1% il segretario del Pd Guglielmo Epifani , che chiude con il 16 percento.

“L`opinione pubblica ha l`idea che si è chiusa questa fase e vuole qualcosa di diverso – ha osservato Maurizio Pessato, presidente dell`Istituto Swg – Ne risentono quindi un po` tutti, come dimostrano i dati sulla fiducia”.