Di Pietro a Monti: “Ladri di stato e di democrazia”. “Avete tutti questi suicidi sulla coscienza”

di Redazione Wall Street Italia
4 Aprile 2012 18:57

Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, ha usato toni pesantissimi contro Mario Monti accusando il premier e il suo governo di essere “ladri di stato”, “ladri di democrazia”, “complici delle lobby” e “responsabile dei suicidi” di povera gente che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, durante un intervento nell’Aula di Montecitorio per le dichiarazioni di voto dei capi gruppo sul decreto “semplificazioni” del governo, che poi e’ stato approvato (con 394 voti a favore, 49 contrari e 21 astenuti: contro ha votato solo il gruppo parlamentare della Lega. I deputati dell’Italia dei Valori si sono astenuti sul voto finale).

Nel suo intervento, uno dei piu’ duri della storia parlamentare, Di Pietro ha detto (trascript dell’intervento integrale a fondo pagina):

“Mentre lei signor presidente del Consiglio latitante che non c’è, che non viene in Parlamento, va a raccontare bugie sui giornali, ci sono persone che non arrivano a fine mese, che si stanno suicidando… lei ce li ha sulla coscienza questi suicidi”.

“L’Italia dei Valori sa bene le ragione per cui siete stati messi lì: dovevate mettere a posto i conti, ma è del tutto assurdo chiedere i soldi ai pensionati, mandare a casa gli esodati e continuare a fare la guerra in Afghanistan. Voi non siete dei buoni padri di famiglia, siete dei ladri di Stato, dei ladri di democrazia. Invece di pensare a tutti gli italiani avete scelto come priorità questioni che non hanno nulla che fare con la priorità”.

Ecco il video integrale dell’intervento di Di Pietro:

Monti: “Non replico, ma responsabilità da tutti”.

Al presidente del Consiglio Monti è stato chiesto se voleva rispondere durante la conferenza stampa sulla riforma del lavoro. Lui ha replicato con due lettere: “No”. Più tardi ha sviluppato il concetto: “Contiamo moltissimo sul senso della misura di tutti coloro che hanno responsabilità pubblica”. A chi chiedeva se possono esserci tensioni sociali il premier ha risposto che “ce ne possono essere: saranno tanto minori se saremo in grado di distribuire i costi e di spiegare le conseguenze positive a lungo andare dei provvedimenti”.

Il presidente del Consiglio si appella poi anche alle parti sociali, affinché si facciano carico anche loro “di una operazione pacata” perché l’obiettivo dell’esecutivo è arrivare “ad una società italiana che esca ancora più coesa”. “Non voglio rispondere a Di Pietro – insiste – ma vorrei approfittare per chiarire che quello che ho detto in Asia ripetutamente e ho detto anche sulla stampa internazionale, non è che la crisi è finita. Ho detto che la crisi dell’eurozona è quasi finita e l’Italia ha contribuito a questo”. Infine Monti ha sottolineato che nonostante la crisi dell’eurozona sia quasi finita, la situazione “richiede ancora grande attenzione da parte di ciascun Stato membro”.

Infine ecco il trascript dell’intervento integrale di Antonio Di Pietro:

Signor Presidente del Consiglio, signori del governo latitanti… Ma dove state? Questo provvedimento ancora oggi viene alla votazione dopo che per due volte è stato sottoposto al voto di fiducia. Eppure ogni volta che venite a chiederci di votare un vostro provvedimento neanche venite a sentire le nostre ragioni.

Noi esprimiamo con tutta la nostra determinazione, la contrarietà alla vostra azione politica di governo. E’ bene che gli italiani sappiano che voi sarete dei buoni padri di famiglia a casa vostra, ma con gli italiani siete dei cattivi padri di famiglia, perché pensate solo ad alcuni di essi… pensate solo alle lobby, alla casta, a fare dei favori ad alcuni e a distruggere la parte più debole del Paese.

L’Italia dei Valori sa bene le ragione per cui siete stati messi lì: dovevate mettere a posto i conti, ma è del tutto assurdo chiedere i soldi ai pensionati, mandare a casa gli esodati e continuare a fare la guerra in Afghanistan. Voi non siete dei buoni padri di famiglia, siete dei ladri di Stato, dei ladri di democrazia. Invece di pensare a tutti gli italiani avete scelto come priorità questioni che non hanno nulla che fare con la priorità.

Che cavolo c’azzecca l’articolo 18 con la buona economia del Paese? Lo sanno pure le pietre che non c’entra niente! Sono altre le ragioni per cui non funziona il nostro Paese. Figuratevi se non lo sanno gli imprenditori stranieri e italiani. Il nostro Paese non funziona perché c’è una burocrazie esasperante e una corruzione dilagante; una imprenditoria che invece di fare attività di impresa è stata costretta a fare i ‘mazzettari’, i faccendieri… il nostro Paese non funziona perché c’è un fisco esasperante, perché lo Stato non paga. Ci sono imprese che stanno andando in fallimento perché lo Stato non paga i lavori che hanno fatto e i servizi che hanno fornito. Queste sono le ragioni per cui non funziona il nostro Paese.

Il Paese non funziona non perché c’è l’articolo 18. Lo diciamo ancora: stiamo chiedendo soltanto che nei casi in cui un lavoratore, un operaio viene sbattuto fuori per mille ragioni non economiche, perché magari è incinta, è anziano, è extracomunitario, è del sud… perché magari è della Fiom ed esercita i diritti sindacali, venga reintegrato. Non è questo che rende impossibile lo sviluppo in Italia, ma è la giustizia che manca, da quella sociale a quella dei tribunali.

Voi considerate prioritario ciò che prioritario non è. Se veramente volete fare il bene del Paese, perché non producete qui una bella riforma della giustizia, contro i corrotti, una bella riforma elettorale. voi invece proponete che l’Imu la debbano pagare anche gli agricoltori! Noi vi contestiamo non per i vestiti belli o brutti, siete sobri è vero, ma state rovinando l’Italia sobriamente. State facendo delle scelte che vi servono solo a far vedere che i conti stanno a posto. Siete come il medico che esce dalla sala operatoria e dice ai parenti in attesa: l’intervento è perfettamente riuscito, ma il paziente è morto.

State uccidendo il Paese per far quadrare i conti. E poi non è vero che li state facendo quadrare. Sto giochetto delle province che c’azzecca, ce l’avete lasciate lo stesso, perché non siete intervenuti sulle vere riduzioni della spesa pubblica, sulle Comunità montane, le consulenze, gli incarichi direttivi… Signor presidente del Consiglio che non c’è, grazie al milleproroghe sono stati stabilizzati 777 dirigenti senza averne titoli. Sa come si chiama questo? Si chiama complicità nel reato. Voi continuate a fare due pesi e due misure. Ma vi pare possibile che continuate a nominare commissario per la sanità la stessa persona che ha distrutto la sanità in Molise? Siete complici ogni giorno di più. Fate pagare l’Imu agli ospizi e non lo fate pagare alle fondazioni bancarie!

Berlusconi ci faceva vergognare sul piano umano. A voi contestiamo la politica che state facendo, e la continuità berlusconiana nella propaganda, per far credere che va tutto bene. Il presidente Monti l’altro giorno ha raccontato che la crisi è superata, che i vostri interventi ci stanno facendo uscire dalla crisi. Il giorno dopo l’Unione europea ha detto il contrario. Che la situazione è drammatica.

Mentre lei signor presidente del Consiglio latitante che non c’è, che non viene in Parlamento, va a raccontare bugie sui giornali, ci sono persone che non arrivano a fine mese, che si stanno suicidando… lei ce li ha sulla coscienza questi suicidi. E la cosa che più deve far riflettere chi ci ascolta è il consenso che in questa Aula vi stanno dando. Loro credono di aver risolto i problemi del Paese battendo le mani sull’articolo 18. Invece bisogna riscrivere la legge elettorale, perche questa platea non è degna del parlamento in cui sediamo.

L’onorevole Parisi questa mattina e ancora ieri ha ricordato una cosa molto importante: ci sono un milione e 200mila cittadini che hanno già indicato la direzione per modificare la legge elettorale porcata. Ebbene, il Comitato referendario presenterà un disegno di legge in questo parlamento a nome di quel milione e 200mila cittadini per chiedere che cambi la legge elettorale.

Per il finanziamento pubblico, invece, domani l’Italia dei Valori andrà alla Corte di cassazione per depositare il quesito e poi raccoglieremo le firme.

Di questo ci dobbiamo occuparci se vogliamo recuperare credibilità, non dell’articolo 18!