Di Maio: “Reddito cittadinanza non può aspettare. Non c’è più tempo”

28 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Sul reddito di cittadinanza e quota 100 per l’accesso alla pensione non si può aspettare, dobbiamo farlo subito.

Così il vicepremier Luigi Di Maio intervenuto nella trasmissione Di Martedì ieri in onda su La7 dove è tornato a parlare delle due misure più discusse inserite nella manovra di bilancio 2019.

 Se qualcuno non mi vuole far portare a casa quota 100 o il reddito cittadinanza gli rispondo a tono, non è una battaglia contro l’Europa ma vogliamo portare a casa le promesse che abbiamo fatto. Lo dobbiamo fare subito perché non c’è più tempo.

Dal reddito di cittadinanza il dibattito passa poi ad altri temi che hanno occupato l’agenda politica degli ultimi giorni tra cui il caso sollevata da Le iene sul padre del ministro Di Maio  che avrebbe avuto alle sue dipendenze operai in nero. Sulla questione ha acceso gli animi un video dell’ex ministro Maria Elena Boschi che aveva accostato al vicenda di Di Maio senior a quella del padre, con Banca Etruria.

La signora Boschi andava in Consob a chiedere aiuto per la banca del padre: è un caso opposto al mio perché c’erano i figli che andavano a chiedere per i padri. Io oggi non sto aiutando mio padre a coprire i fatti: anzi porto le carte a Le Iene a cui per altro non ho mai chiesto di non mandare in onda i loro servizi come qualcun altro in passato ha fatto (…) Io posso chiedere a un padre cosa ha fatto nella vita, ma non sempre i padri lo dicono ai figli. Detto questo non voglio scaricare mio padre. Quando ho lavorato per l’azienda di mio padre ero segnato regolarmente con un contratto e esibirò tutti i documenti del caso.