Di Maio promette: “Nessun aumento IVA, via redditometro”

8 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Avete la mia parola: l’Iva non sarà aumentata. Arriva la solenne promessa del neo ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio all’assemblea di Confcommercio.

“La ricetta per la crescita delle imprese è lasciarle in pace”, aggiunge Di Maio che per l’occasione si lascia andare ad altri annunci ad effetto come la cancellazione di spesometro e redditometro, studi di settore e split payment.

“Sono state fatte delle norme antievasione che però rendono tutto troppo complicato e trattano tutti come fossero evasori, finiscono col perseguitare i cittadini che le tasse le hanno sempre pagate. Non credo a spesometro, redditometro o split-payment: sono strumenti che dovevano servire a punire i disonesti e premiare gli onesti, ma in realtà si impiegano ancora 100 giorni l’anno per tutti gli adempimenti, rendendo schiavi quelli che producono valore (…) Aboliremo tutti gli strumenti come lo spesometro e il redditometro e inseriremo l’inversione dell’onere della prova. Perché siete tutti onesti ed è onere dello Stato provare il contrario”.

Tutti annunci a buon mercato, come spiega sul Sole 24 Ore Jean Marie Del Bo e i motivi sono semplici. Primo lo spesometro cesserà già di esistere a partire dal 1° gennaio 2019, sostituito dalla fattura elettronica. Secondo il redditometro di fatto è quasi completamente dimezzato.

Ma non solo semplificazione fiscale. Il ministro Di Maio ha anche affermato che l’Italia dovrebbe chiedere maggiori fondi al bilancio Ue e ha voluto dare qualche precisazioni sul caso NATO montato dopo le parole del premier Conte alla Camera dove aveva parlato di togliere le sanzioni alla Russia.

Da qui la replica del segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg per cui se Roma si dissocia dalle sanzioni ci saranno conseguenze. Mosca deve cambiare comportamento prima di poterle rimuovere, ha detto Stoltenberg. A Pomigliano D’Arco la risposta di Di Maio:

“Questo non sarà un governo supino alle volontà degli altri governi (…) Abbiamo sempre dialogato con Paesi come la Russia ma anche con Paesi del Mediterraneo, come del Nord Africa, che ci permetteranno anche di risolvere il problema dei flussi migratori”.